Sasso Croce (E – EEA)

Data
Ritrovo
Difficoltà
T - Turistico
Coordinatori

In breve

Gr. b): La Villa (m 1420) – sent. 12 – La Parua (m 1743) – sent. 15 – Hospizio de la Santa Crusc (m 2050) – sent. 13 – Costalta (1705) – Oies (m 1487) – Pedraces (1350) (ore 4/5 – E).
Gr. a): Pedraces/Funivia/La Cruz (m 2050) – Passo di S. Croce (m 2612) – Piz del Zuber (m 2705) – L Ciaval (m 2907) – ritorno stessa via. (ore 6/7 – EEA)
Per informazioni o iscrizioni: Paolo Rossi, tel. 3334176908

Profilo Altimetrico

Programma


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Percorso Gruppo b)
Oggi percorreremo un bel sentiero, che, con un dolce percorso panoramico di circa 6 km, ci permetterà di diluire lo sforzo della salita ai 2.045 m, dove è situato il santuario della Santa Croce (in ladino La Crusc), meta di molti pellegrinaggi e processioni da tutti i paese della Val Badia. Situato in una splendida posizione ai piedi del Sasso Santa Croce, il Santuario protegge, dall’alto del suoi 2000 metri, tutta la Val Badia. Contrariamente a quanto indicato nel Programma 2023, cominciamo il cammino da San Cassiano (m 1520), attraversando prima il paese e, poi, lungo il sentiero n. 15, con vista sul Sassongher e sul paese di Fontanacia. Il nostro percorso attraversa belle radure erbose, ben curate e delimitate dalle tradizionali staccionate in legno ed, all’inizio, su sviluppa su strada per poi diventare un comodo sentiero sterrato. Dopo aver attraversato un rado bosco di larici, si prosegue poi, sempre lungo il segnavia 15, seguendo le indicazioni per La Crusc. All’ attraversamento del Ru de Feria, a quota 1.645 m, troveremo un vecchio edificio in legno che, con una condotta in legno, utilizzava la forza motrice dell’acqua. Qui troveremo anche una fontana dove approvvigionarsi di acqua per il seguito dell’escursione. Alla nostra sinistra si aprirà la vista sul Sella, e sull’ altopiano del Pisciadù, dove si trovano gli omonimi Rifugio e Lago. Da questo punto il sentiero aumenta, un po’, la pendenza per farci raggiungere, con calma, circa quota 1.900 m, dove supereremo il Rü dla Parüa lasciandoci alle spalle il Pra de Medesc. Quando arriveremo ad una tabella, posta all’incrocio con il sentiero 12, saremo, oramai, a quota 1.975 m. Si proseguirà ancora lungo il sentiero 15, fino all’incrocio con il sentiero 13 che sale da La Villa. Ancora un piccolo sforzo, accompagnati dalla prima, più bella, delle tre Vie Crucis che incontreremo, e saremo arrivati all’Ospizio della Santa Croce (2050).
La vista ravvicinata sul soprastante Sasso della Croce è fantastica. Da qui parte l’ itinerario alla cime, meta del Gruppo a). Dopo esserci concessa una meritata e doverosa sosta, per ammirare con calma, il complesso dell’Ospizio della Santa Croce, potremo iniziare la discesa verso Pedraces lungo il sentiero 13 (seconda Via Crucis), che, su stradina un po’ accidentata scende prima alla bella Malga Costalta (ristoro – m 1825), poi raggiunge Costalta (m 1705) e,quindi, attraversando un pendio oggetto di una non vecchia frana la frazione di Oies (m 1487) dove troveremo acqua fresca e servizi igienici pulitissimi. Nella Frazione di Oies è nato Josep Freinadmetz, che fu missionario in Cina e vi morì, proclamato Santo nel 2003 da papa Paolo Giovanni II. Da Oies, in breve, accompagnati dalla terza Via Crucis, giungeremo alla stazione a Valle della seggiovia di Pedraces (m 1350) dove ci sarà l’autobus e dove attenderemo l’arrivo del Gruppo a). (ore 5 ca – + 530m; – 600 m; E) In alternativa, per i più stanchi, ci sarà l’opportunità di scendere a Pedraces  con la cabinovia/seggiovia che, in due tratti, collega Pedraces all’ Ospizio della Croce.

Percorso Gruppo a):
Il pullman lascerà il Gruppo a Pedraces, da cui prenderà la seggiovia/cabinovia per la Cruz. All’uscita, a monte, della seggiovia si segue la sterrata in salita che, con una breve rampa, conduce al Rifugio S. Croce (m 2045), superato il quale si segue l’indicazione per L’Ciaval o Sasso della Croce, con segnavia n° 7, svoltando a destra e procedendo, in moderata salita fra i pini mughi, dirigendosi verso Sud. Dopo circa 15 min. si inizia a salire su sfasciumi, alla base della parete strapiombante, raggiungendo quindi, in altri 15 min. circa, un canalino detritico. Qui il sentiero piega decisamente a destra addentrandosi in esso e incontrando, subito, un primo tratto attrezzato con cavi metallici, che aiutano nel risalirlo. Superato il canalino si continua su facili roccette e poi su cengietta un po’esposta, che conduce al secondo tratto attrezzato. Questo permette di superare un tratto non difficile, ma leggermente ripido, terminato il quale si raggiunge una spalla e si superano alcune roccette con l’aiuto delle mani. Quindi si ritorna su comodo sentiero fino al terzo breve tratto attrezzato, superato il quale iniziano una serie di cenge esposte, in moderata pendenza, che finiscono in corrispondenza di un grosso ometto di pietre. In breve si ritorna su esile cengia, che si esaurisce in corrispondenza di un nuovo tratto attrezzato, questo sicuramente più utile, che permette di superare una paretina abbastanza ripida, con l’ausilio di qualche staffa metallica. Raggiunta la sommità della paretina, in 35 min. dalle prime attrezzature, si ritorna a percorrere un’esile cengia esposta, ora attrezzata con cavo metallico, fino ad una spalla. Quindi, nuovamente su cengia, fin quando questa finisce ed il sentiero piega decisamente a sinistra, puntando verso la soprastante Forcella S. Croce. Le funi seguono la parete rocciosa di colore rossastro, in notevole pendenza, fin quando si perviene, in altri 20 min. e, circa, in 1 ora 25 min. totali, alla Forcella di S. Croce (m 2609). Qui l’ambiente cambia radicalmente, apparendo quasi lunare, con dolce declivio verso l’Alpe di Fanes. Si svolta ora a sinistra, seguendo il sentiero con segnavia n° 7B, che si mantiene sempre alla destra e qualche metro sotto la cresta strapiombante, tranne in alcuni punti dove ci si approda, godendo di uno strepitoso panorama (attenzione a non sporgersi troppo!). Ora su comodo sentiero si prende quota facilmente, giungendo alla base ghiaiosa della vetta. Qui, con ripidissimi tornantini, si raggiunge un bivio, in 25 min. dalla Forcella, dove bisogna trascurare la traccia che procede dritta verso Cima Dieci, e svoltare invece a sinistra, seguendo sempre i segnavia, su evidente traccia che, con ulteriori ripidi tornantini, conduce a guadagnare la vetta de L’Ciaval – m 2907), a 5 min. dal bivio ed in circa 2,30 ore in totale dal Rifugio S. Croce.
Dalla cima ci aspetterà uno stupendo panorama: a Nord-Est sui vicini Cima Dieci e Cima Nove, ad Est su Croda Rossa e Cristallo, a Sud-Est sulle Tofane e il Piz La Varella, a Sud-Ovest sulla Marmolada, Sella, Sassolungo e Sassongher, ad Ovest sull’ Altopiano della GardenacciaPuez e Odle e a Nord-Ovest sul Sass de Putia.
Il ritorno avverrà sullo stesso percorso dell’andata fino al Rifugio S. Croce, da cui con gli impianti, si riscenderà a Pedraces, per il ricongiungimento.

Cosa vedremo

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