Sette giorni in Basilicata ed altro, con tappa a Castelgandolfo.

Data
2 Giugno 2024
Ritrovo
seguirà comunicazione
Difficoltà
Variabile in base al gruppo
Coordinatori
Rossi P. - Palese W. - Piazza P.
20240604 130922

In breve

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Per informazioni o iscrizioni: Paolo Rossi, tel. 3334176908

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Programma


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8Gita a CASTELGANDOLFO e MARATEA

dal 2 giugno all’8 giugno 2024
(programma di massima che potrà subire delle variazioni)
Domenica 2 giugno
Partenza da Biadene ore 6,30; Treviso ore 7,00 per arrivare a Castel Gandolfo all’ Albergo Castel
Vecchio . Visita al Palazzo Apostolico ed ai Giardini Barberini o passeggiata attorno al Lago di
Albano.
Lunedì 3 giugno
Partenza ore 8,00/8,30 per Maratea – Hotel Borgo La Tana, località Castrocucco .
Durante il percorso ci fermeremo a Sasso di Castalda , dove si potranno percorrere i ponti tibetani
“Petracca m. 95” e “Ponte della Luna m. 300 – ponte sospeso a mt. 102 di altezza dal terreno”-.
Il percorso durerà circa 2 ore.
Martedì 4 giugno
Oggi il pullman resterà fermo e si farà un giro in barca attorno all’ Isola di Dino, di fronte a Praia a
Mare. Costeggeremo la Grotta Azzurra, la Grotta del Monaco , con eventuale sosta di 45’ minuti
alla Baia del Saraceno.
Mercoledì 5 giugno
Giornata a Maratea: Camminata lungo il Sentiero dei Carpini, con salita al Cristo Redentore ;
solo per i più esperti ci sarà una ferrata. Il panorama è unico sul Golfo di Policastro.
Nel pomeriggio, dopo una breve visita a Maratea, sarà possibile andare alla spiaggia di Fiumicello
Santa Venere per fare un bel bagno.
Giovedì 6 giugno
Costa di Maratea – La Scalidda : itinerario ad anello con partenza ed arrivo da Acquafredda (ore
4 circa – Km. 8,5 + 610).
Venerdì 7 giugno
Escursione sul sentiero “Apprezzami l’Asino”. Partenza ed arrivo da Sapri percorrendo, andata e
ritorno, parte dell’ antico ed unico sentiero che collegava Sapri a Maratea.
Nel pomeriggio si potrà fare l’ultimo bagno.
Sabato 8 giugno
Partenza da Maratea ore 8,30 per il ritorno a casa (con sosta intermedia per il pranzo).
°°°°°°°°°°°°°°
Quota di partecipazione con trattamento di mezza pensione Euro 600,00.
La quota non comprende: tassa soggiorno negli alberghi – Euro 3,00 al giorno;
visita al Palazzo Apostolico e giardini –circa Euro 20,00;
biglietto dei ponti tiberani – circa Euro 20,00;
giro in barca – circa Euro 20,00

SENTIERO DEI CARPINI

Il percorso che vi presento è una piacevole passeggiata ad anello che si sviluppa su antichi percorsi che per molti
secoli hanno collegato l’antico borgo del Castello all’attuale Centro Storico. Si parte da Piazza Vitolo (tappa 1), nel
cuore del Centro Storico di Maratea e, si affronta la salita della Pendinata fino all’ex convento dei Cappuccini dove, un
cartello, segnala sulla destra, il sentiero che comincia a poche decine di metri, nei pressi della cappella in
ristrutturazione dedicata alla Madonna delle Grazie (tappa 2). Per circa 2 chilometri, fino al bivio che porta alla
chiesetta della Madonna degli Ulivi, il percorso si sviluppa nel bosco dei carpini (tappa 3), il bellissimo bosco ceduo a
carpini e lecci che incornicia il Centro Storico di Maratea. Al bivio, per visitare la chiesetta, si prosegue a sinistra per
circa 150 metri (tappa 4). Ritornati al bivio si prosegue verso la Basilica di San Biagio (tappa 5). Il Santuario in onore
del Martire di Sebaste, fu eletto a Basilica Pontificia da Papa Pio XII il 10/08/1940, custodisce nella cosiddetta ‘Regia
Cappella’ le Sacre Reliquie di san Biagio Martire ed una pregevole statua finemente cesellata in argento, copia di una
precedente statua del 1700 dell’artista napoletano Domenico De Blasio, trafugata nella notte del 28 ottobre 1976. Il
nuovo simulacro, realizzato con il contributo di tutti i fedeli, degna riproduzione di quello trafugato, è stato realizzato
dallo scultore Romano Vio dell’Accademia di Venezia nel 1979. Appena usciti dal Santuario si fa incontro la maestosa
figura della Statua del Redentore, opera dello scultore fiorentino Bruno Innocenti, elevata nel 1965. E’ alta 22 metri,
l’apertura della braccia è di 19 metri mentre il viso misura 3 metri. Ai piedi del Cristo, intanto, un meraviglioso
belvedere ci consentirà di avere un punto di osservazione privilegiato per avere uno sguardo d’insieme sui siti di
“natura 2000”: il S.I.C. di Marina di Maratea (isola di Santo Janni, la costa prospiciente ed i borghi di Marina di
Maratea e di Castrocucco), il S.I.C. di Monte Coccovello (Monte Crivo m.1250 – Monte Coccovello m. 1505). Il
piazzale antistante la Basilica di San Biagio sarà un ottimo punto di ristoro all’ombra di una bellissimo leccio,
rinfrescati all’acqua della fontanella oppure nel piccolo Bar della piazza che offre anche prodotti locali. Dopo una breve
sosta, però, si riprende il cammino scendendo dalla vicina scala in pietra, tra uno scorcio ancora ben conservato
dell’antico borgo e si prosegue fino alla contrada Santa Caterina seguendo la strada carrabile (tappa 6). Alle prime
case si svolta a destra e si imbocca nuovamente il sentiero molto ben curato che porta, dopo poco oltre un chilometro,
sulla strada provinciale, nel pressi del Borgo Capo Casale. Questo sentiero (tappa 7) è estremamente piacevole: lo
sguardo spazia sul Golfo di Policastro, sulla sottostante costa da Ogliastro (a Nord) a Marina di Maratea (a Sud),
alzando lo sguardo, inoltre, si può scorgere la Grotta Dell’Angelo, una cavità naturale aperta sulla scoscesa parete
sud del Monte San Biagio, costituita da un antro a forma circolare sul cui fondo si notano i resti di un affresco
bizantino. Detto sentiero è particolarmente caro ai marateoti che lo utilizzano per recarsi in pellegrinaggio al Monte
San Biagio, specialmente durante le festività in onore di San Biagio che si svolgono nella seconda settimana del mese
di maggio: è usanza antica che i marateoti accolgano la Statua di San Biagio in Città dal giovedì alla domenica e che
vadano in processione ad accompagnare questo viatico sia per la discesa della Statua (il giovedì) che per la salita (la
domenica), Giunti sulla strada provinciale si prende immediatamente a destra e, (tappa 8) attraverso i vicoli del centro.

VIA FERRATA AL REDENTORE

Dal centro di Maratea si percorre in senso antiorario l’Anello di Monte San
Biagio. Lasciata la strada asfaltata a Capocasale si imbocca la scalinata e
quindi l’ampio sentiero. A 300 metri si svolta a sinistra verso l’attacco della via
ferrata e una bacheca ne riporta le norme di uso. Attenzione! il casco va
indossato già lungo il sentiero. Nei primi 150 metri dell’itinerario si superano
una serie di brevi salti rocciosi verticali, aiutandosi con pioli infissi nella
parete, mentre la vista si apre sull’intera Valle di Maratea e sulla costa
sottostante. Nei successivi 150 m il percorso è meno ripido, ma
estremamente spettacolare, seguendo il ciglio della parete rocciosa che
strapiomba sul blu intenso del mare. A seguire la ferrata si fa decisamente
più impegnativa, con tratti verticali su parete esposta e due ponti tibetani; da
qui in alternativa è possibile prendere a sinistra il sentiero dei Carpini (Anello
di San Biagio) che conduce comodamente alla sommità del Monte. A seguire
non mancano le emozioni e le viste mozzafiato: un primo ponte tibetano porta
ad un aereo spigolo roccioso dove ci si sentirà sospesi tra mare e cielo,
mentre un secondo ponte dà accesso all’ultimo pilastro di roccia che con
un’atletica ascesa porta ai piedi del Redentore. L’itinerario deve essere
percorso da persone esperte nelle tecniche di progressione e sicurezza in via
ferrata, facendo uso di casco, guanti, imbragatura e set per via ferrata con
doppio moschettone e assorbitore di energia. Inesperti e minori devono
essere accompagnati da adulto esperto. Non salire durante le ore più calde o
in caso di minaccia di temporale. L’itinerario è classificato EEA (Escursionisti
Esperti con Attrezzatura): poco difficile fino alla deviazione per il sentiero dei
Carpini, difficile nell’ultimo tratto dei ponti tibetani. Lunghezza 350 m,
dislivello 150 m

 

Scalidda (staircase) giro ad anello con partenza da
Acquafredd a
Lunghezza ca. 11 km
Dislivello in salita ca. 570 m
Dislivello in discesa ca. 700 m
Tempo percorrenza ca. 6,00h (escluse le soste)
Difficoltà E + (Escursionistica)
Descrizione del percorso ANELLO
Lasciate le macchine nell’ampia piazzola di sosta poco prima del cimitero o nello stesso
parcheggio del cimitero,il sentiero da percorrere inizia dalla grotta dell’Eremita, antro annerito da
incendi, usato in passato per la lavorazione del ferro e la realizzazione di strumenti da lavoro per il
lavoro agricolo.
Il percorso procede per circa 1 km, a zig zag nella pineta di Acquafredda fino a raggiungere i piedi
della scalidda che si inerpica verso la cima della montagna con più di 300 scalini lavorati nella
roccia o naturali . Si raccomanda molta attenzione agli escursionisti in quanto alcuni scalini sono
sconnessi e il sentiero, sempre pietroso, è stretto e in alcuni punti a strapiombo . E’ fondamentale
in questa fase del percorso seguire attentamente le indicazioni degli organizzatori.
Il percorso è sconsigliato a chi soffre di vertigini.
Una volta raggiunta la cima si prosegue su un sentiero che si snoda sempre a zig zag con
presenza di massi. Si attraversa uno splendido bosco di lecci e carpini, sarà possibile osservare
numerosi muretti a secco, terrazzamenti lavorati dall’uomo e utilizzati per la coltivazione di legumi
dall’’800 fino agli anni 50. E’ una zona che fu abitata per centinaia di anni, frequentata da pastori,
contadini, raccoglitrici di una particolare erba, l’alfhaalfha, adoperata per la manifattura di matasse
di crine vegetale.Per chi volesse saperne di più sulle condizioni di vita di questa zona negli anni 50
si consiglia un bel documentario RAI (nello stile dell’epoca) visibile su you tube “le donne di
Acquafredda di Maratea” (1957). Impressionante la trasformazione di questa area rurale in località
turistica.
Proseguendo nel percorso, sarà possibile vedere alla fine del bosco la Cerrosughera, pianta molto
rara,ibrida,databile a più di 300 anni fa.
Il percorso arriva fino al monte Spina a 733 m. sul livello del mare. Da qui si procederà verso la
località fontana della Spina,ripercorrendo all’inverso il sentiero “Costabile Carducci” , (Patriota,
nato a Capaccio, nel 1804–morto presso Acquafredda, nel 1848); nel genn. 1848 organizzò a
Torchiaraun moto diretto a ottenere la costituzione, che si estese a tutto il Cilento. Raggiunto
presto lo scopo, Costabile fu eletto deputato, ed ebbe parte nel conflitto del 15 maggio, che
provocò la chiusura del parlamento dopo la vittoria delle truppe regie. Tentò allora di riprendere le
agitazioni nel Cilento, ma, a seguito del naufragio della sua imbarcazione, nei pressi della spiaggia
di Acqufredda fuferito e catturatoda una banda reazionaria capeggiata dal prete don Vincenzo
Peluso. Portato nella pineta di Acquafredda fu assassinato, ed il suo corpo, smembrato, gettato da
una rupe. Molti giorni dopo una pastorella si imbattè nei resti di Costabile Carducci e, grazie alla
pietà di un altro sacerdote, il suo corpo fu recuperato e sepolto nella cripta della chiesa di
Acquafredda)

Percorso per Apprezzami L’asino
Sentiero per Apprezzami L’asino : un viaggio tra storia, natura e bellezza. Questo percorso, che ha le sue
radici nel cuore di Sapri, è un invito a immergersi in un’esperienza di trekking che va oltre la semplice
esplorazione. Il sentiero, un tempo l’unica via che univa Sapri a Maratea , è un’ode alla storia e alla cultura
del luogo, un viaggio che si snoda tra panorami mozzafiato, monumenti storici come la Spigolatrice di
Sapri e la Torre di Mezzanotte , e la meravigliosa flora locale. Lungo il percorso, potrete ammirare la
maestosità del Golfo di Policastro e scoprire luoghi affascinanti come la Piscina dell’Amore e il Canale di
Mezzanotte . Questo sentiero, che si estende per 7 km, è un’esperienza unica per gli amanti del trekking,
della storia e della fotografia. Preparatevi a vivere un’avventura indimenticabile, ricca di sfide, bellezze
naturali e patrimonio storico- culturale . E dopo una giornata di esplorazione, cosa c’è di meglio di una
buona cena in un ristorante tipico locale? Preparatevi a scoprire i sapori autentici di Sapri.
Itinerario, difficoltà e consigli informativi
IlSentiero Apprezzami L’asino è un percorso di trekking di 7 km che può essere classificato di difficoltà
media, perchè inizia con un tratto molto semplice (parliamo della parte turistica del percorso, conosciuta
anche come “Sentiero degli Innamorati“) che poi lascia il passo a tratti più stretti su cui è richiesta una
certa attenzione. Il tempo medio per completare il percorso è di 2 ore e 30 minuti, con un dislivello
positivo e negativo di 130 m. L’altitudine minima del percorso è di 0 m, mentre l’altitudine massima è di 90
m. Lungo il percorso troverete fonti d’acqua , rendendo il viaggio più confortevole (ma consigliamo
comunque di portare una bottiglia d’acqua). Il fondo stradale varia tra asfalto, sterrato e scogli. Il costo del
percorso? È completamente gratuito!
Ecco le tappe principali del percorso:
1. Partenza dal Porto di Sapri: Il tuo viaggio inizia direttamente al punto dove hai parcheggiato l’auto,
nelle vicinanze del porto di Sapri. Da lì ti basterà seguire l’indicazione in legno che riporta:
“Apprezzami l’Asino – Sentiero vista Mare“. Da qui una breve serie di scalini ti condurranno lungo
il sentiero
2. Sentiero degli innamorati : La prima parte del percorso, regala scorci panoramici
indimenticabili su tutto il golfo di Policastro, troverete molte panchine su cui fermarvi a contemplare
tra le meraviglie di questa costa cilentana, una vero gioiello. Inoltre questa parte del percorso
è molto agevole e con poco dislivello , perfetto anche per le famiglie e per le coppie che vogliono
passare un momento romantico tra la maestosità della natura. Non a caso, questa prima parte del
percorso è stato nominato anche con il nome Sentiero degli innamorati. Su questo percorso, potrete
notare lo Scoglio dello Scialandro con la statua della spigolatrice di Sapri
3. Bivio : Dopo circa 1.5 km vi ritroverete ad un bivio, scendendo a destra, potrete percorrere un breve
tratto fatto di scogli per raggiungere la “Piscina dell’amore “, mi raccomando, se decidete di
attraversare questa parte del percorso, prestare attenzione agli scogli sulla quale è facile scivolare ,
ed usare scarpe adatte. Proseguendo invece dritto potrete proseguire sul sentiero dell’Asinara
4. Torre di Mezzanotte Dal bivio in poi, da percorso turistico diventa percorso EE (escursionisti
esperti) poichè il sentiero si restringe e rende la tua escursione più “divertente”. Proseguendo dritto,
raggiungerai Torre della Mezzanotte ed il suo incredibile panorama sulla costa che ti farà battere il
cuore.
5. Spiaggia di mezzanotte . Se vuoi proseguire verso la spiaggia di Mezzanotte, è necessario che tu
sappia che il sentiero diventa sempre più stretto , sulla sinistra avrai il costone e sulla destra lo
strapiombo verso il mare, senza alcuna protezione . Inoltre il fondo è formato prevalentemente
da ghiaia sdrucciolevole , quindi è bene che presti molta attenzione se decidi di proseguire.
All’altezza del ponte (visibile in alto), dovrai calarti tra le rocce di questa depressione naturale, fino a
raggiungere la spiaggetta spesso non soleggiata (da cui il nome) per la sua posizione tra le coste.
6. Ritorno al punto di partenza Per tornare al punto di partenza, ti basterà ripercorrere il sentiero fatto
in andata.
Cosa vedere lungo il sentiero Apprezzami l’Asino: Punti di Interesse
Il Sentiero Apprezzami L’asino è un viaggio che ti offre anche l’opportunità di immergerti nella storia e
nella cultura del luogo . Lungo il percorso, ci sono diversi punti di interesse che meritano la tua attenzione.
Spigolatrice di Sapri
Camminando lungo la prima parte del sentiero, salta agli occhi la statua della spigolatrice di Sapri, proprio
sullo scoglio Scialandro in mezzo al mare. È un omaggio, realizzato dallo scultore Emanuele Stifano , ad
uno degli eventi cardine del Risorgimento Italiano: la sfortunata spedizione di Sapri, condotta dal
rivoluzionario e patriota Carlo Pisacane nel lontano 28 giugno 1857 .
La statua raffigura la Spigolatrice di Sapri, protagonista di un’ammirevole poesia di Luigi Mercantini. La
poesia, con parole semplici ma toccanti, dipinge la spedizione di Pisacane nel 1857 a Sapri, con il nobile
intento di liberare la popolazione dal giogo borbonico. Sfortunatamente, la missione non ebbe successo: le
persone, troppo prese dai loro problemi quotidiani, non riuscirono a percepire l’idealismo che guidava
l’azione rivoluzionaria. Il tutto è raccontato attraverso gli occhi di una semplice spigolatrice del posto,
rendendo l’intera narrazione intensamente popolare e terrena.
Torre di Capobianco e Torre di Mezzanotte
Immaginatevi nel cuore del XVI secolo, un’epoca in cui il mare non era solo una fonte di vita, ma anche un
pericolo costante. Le Torri di Capobianco e Torre di Mezzanotte, erette come baluardi contro le
incursioni turche , sono un ricordo tangibile di quel tempo. Queste torri costiere, parte di un progetto
visionario del viceré spagnolo, Don Pedro di Toledo , furono realizzate dal suo successore, Don Pedro
Afan de Ribeira, o “Donperafàn”, come era affettuosamente chiamato dai napoletani.
Costruite dai maestri murari di Cava dè Tirreni utilizzando materiali locali, queste torri formavano un anello
di difesa lungo la costa del Regno di Napoli, da Gaeta alla penisola del Gargano. Un sistema di difesa
robusto e necessario in un’epoca di terrore per le popolazioni delle marine cilentane, minacciate dalle
incursioni turche.
Dopo l’Unità Nazionale, queste torri, ormai in rovina, furono vendute a privati dal Regno d’Italia. Oggi,
queste meraviglie storiche, spesso erroneamente chiamate “Torri Saracene”, sono lasciate a sé stesse.
Eppure, se fossero restaurate e valorizzate, potrebbero formare un affascinante itinerario di archeologia
costiera, un percorso ricco di ispirazione per approfondire la storia, le tradizioni e i costumi del popolo del
sud Italia e del Cilento in particolare.
Canale di Mezzanotte
Incastonato tra i confini di Campania e Basilicata, il Canale di Mezzanotte è un affascinante gola
costiera che tesse il confine naturale tra Sapri e Acquafredda . Il suo nome è dovuto alla poca luce solare
ricevuta data dalla sua posizione tra i costoni. In questo scenario mozzafiato avviene anche la nidificazione
della tartaruga Caretta Caretta. Il Canale di Mezzanotte è quindi più di un confine; è una porta su mondi
nascosti e meraviglie naturali.
Curiosità sul Sentiero Apprezzami l’Asino
Come detto in precendenza quello che oggi è conosciuto come “Sentiero Apprezzami l’Asino” , un tempo
era l’unica via che univa Sapri a Maratea . Una rotta importante per il commercio e lo scambio di merci,
che veniva trasportata in groppa agli asini. A causa del sentiero che và man mano restringendosi, quando
due asini, provenienti da direzioni opposte, si incrociavano, i proprietari effettuavano una veloce
stima del valore degli asini e del valore che essi trasportavano, il proprietario dell’asino di minor valore
riceveva la metà del valore come indennizzo e l’asino veniva sacrificato e precipitato a mare . Da qui, il
nome del sentiero “Apprezzami l’Asino”.

 

Cosa vedremo

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