Dal Giau alla Val Fiorentina (E)
17 giugno 2018 – ore 7,00

Passo Giau (m 2236) – sent. n. 436 – Forc. Giau (m 2360) – Lago delle Baste (m 2281) – (ev.le Cima Mondeval – m 2455 – più ore 1,5 ca) – Casera Mondeval di Sopra (m 2158) – Sasso della sepoltura mesolitica – sent. 466 – Casera Mondeval di sotto (m 1841) – Val Fiorentina (m 1474). (ore 5 ca)
Coord.: Palese W. – Dalla Longa R. (15)

Il pullman ci lascerà al Passo Giau (m 2236) da dove seguiremo il sentiero n. 436 (Alta Via n. 1). Il percorso, inizialmente pianeggiante, passa per l'alta Val di Zonia dove, se si sarà fortunati, sarà possibile scorgere i camosci che pascolano lungo le creste del Monte Cernera. Superata Forcella Col Piombin (m 2239) il percorso scende lungo delle facili roccette e da lì risale, più pendente, fino alla quota di 2360 m di Forcella Passo Giau. Dalla Forcella si potrà ammirare un panorama spettacolare sulle Tofane e le 5 Torri. Davanti a noi si staglia l'altopiano di Mondeval de Sora e si intravede subito il Lago delle Baste, che raggiungeremo seguendo un sentiero sulla destra o passando per i pascoli d'alta montagna. Superati alcuni grandi massi staccatisi dai Lastoi del Formin denominati "La Città di Sassi" si arriverà al piccolo laghetto. Il silenzio e l'atmosfera di questo luogo ci incanteranno ed una foto al Pelmo che si specchia nel Lago è d'obbligo (dal laghetto, in breve, chi lo vorrà potrà raggiungere facilmente la erbosa ed isolata Cima del Mondeval (m 2455) dalla quale si potrà godere di un panorama a 360 gradi di grande appagamento). Dopo di che. superato lo specchio d'acqua scenderemo, passando prima per l’ abbandonata Casera Mondeval di Sopra (m 2158), al sito della sepoltura dell'uomo di Mondeval.
“L'importanza di Mondeval è legata al sito archeologico preistorico. Si tratta di una scoperta eccezionale: è la sepoltura di un cacciatore di epoca mesolitica, perfettamente conservato, col suo corredo funerario.
Il sito archeologico fu rinvenuto nel 1985, sotto un masso erratico di dolomia, da Vittorino Cazzetta da Pescul di Selva di Cadore, un appassionato della sua terra sia dal punto di vista geologico che storico. Cazzetta aveva notato alcuni reperti, in particolare manufatti litici e resti di pasto, nel terriccio accumulato da una marmotta impegnata nello scavo della propria tana. Gli scavi sono avvenuti sotto la direzione del prof. Antonio Guerreschi, docente di Paletnologia dell'Università di Ferrara, interessato a condurre delle indagini approfondite su quel sito; dal 1986 al 2000, il docente ha portato a termine quindici campagne di scavo e, con l'aiuto di studiosi e di studenti, ha trovato importantissime testimonianze sulla frequentazione umana risalenti ad oltre 80 secoli fa.
Il ritrovamento più rilevante del sito di Mondeval è stato la sepoltura del cacciatore preistorico che costituisce, per diversi motivi, una scoperta importantissima, essendo, ad oggi, l'unica sepoltura mesolitica situata ad alta quota (2.150 m circa). Inoltre, è da ricordare la straordinaria conservazione del corredo funerario collocato attorno allo scheletro, con reperti organici (in particolare resti di pasto e resine con propoli) che hanno ampliato notevolmente le conoscenze paleontologiche.
Oggi lo scheletro del cacciatore del mesolitico è conservato nel nuovo Museo di Selva di Cadore, mentre a San Vito di Cadore si può ammirare un calco identico all'originale, messo a disposizione dal prof. Guerreschi per la mostra sulle testimonianze lasciate dall'archeologia in territorio sanvitese.”
Dal Sito prenderemo il sent. n 466 che ci porterà a raggiungere la Casera Mondeval di Sotto (m 1841). Dalla casera una strada forestale prima sterrata e poi asfaltata ci farà scendere agevolmente alla strada che dalla Forcella Staulanza scende a Pescul, lungo la quale troveremo ad attenderci il pullman. (ore 5 ca + 1,5)