Altipiano di Lavarone (E)
29 aprile – ore 7,30

Passo Vezzena (m 1417) – ex Forte Busa Verle (m 1504) – Sent.ri 205 e 201 – Biotopo Malga Laghetto con l’ex Avez del Prinzep (m 1185) – Sent.ri AC e TF – visita all’ ex Forte Belvedere (m 1177) – Cappella (m 1170) (ore 6 ca)

Coord.: Piazza P. - Furlan G. (Palese W. – De Bortoli L.) (057)

Breve descrizione del nostro itinerario. Il Pullman lascerà i “forti camminatori” al Passo Vezzena. Da qui raggiungeremo, dirigendoci a nord, sempre su stradina forestale, prima l’ex forte Busa Verle per poi giungere, in meno di due ore, tra boschi e prati, all’albergo Monterovere. Chi vorrà camminare meno rimarrà in corriera e tornerà a Monterovere per scendere, in breve, all’Avez del Prizep ed al biotopo di Malga Laghetto.
Qui attenderà il gruppo a) per proseguire, tutti assieme verso il Forte Belvedere, che raggiungeremo in poco più di un’ora e mezza. Il Forte è visitabile (Costo per comitive 5 € e la visita dura circa un’ora e mezza).
Il posto è dotato di bar, servizi e zona per la sosta. Arrivando per tempo pensiamo sia una visita interessante da fare, tanto più che, in poco più di mezz’ora, potremo poi raggiungere il simpatico borgo di Cappella che, col suo incantevole laghetto e parco giochi, ci ospiterà per il tradizionale pic-nic.


L’ Avez del Prinzep (o Prinzipe)

Era l'abete bianco più alto d'Europa.
L'albero schiantò nel novembre 2017.

L'Avez del Prinzipe era stato segnalato dal Corpo Forestale dello Stato quale albero monumentale d'Italia, sito nel comune di Lavarone (TN), in località Malga Laghetto, sulle Prealpi vicentine.
Era alto 54 metri ed aveva una circonferenza di 5,6 metri. Nel 1997, vent'anni prima dello schianto, stime ne davano un'età di circa 244 anni.
Durante la perturbazione che ha spazzato il Nord Italia nelle giornate di domenica e lunedì 12-13 novembre 2017, le forti raffiche di vento (hanno rasentato i 100 Km/h) lo hanno spezzato, facendolo cadere quasi per intero contro la pedana costruitagli attorno: alla base è rimasto solo un troncone di 4 metri mentre i restanti 50 si sono schiantati al suolo.
Il nome “Avez del Prinzep” è legato alle leggende della montagna. Sembra che ad ogni sindaco cimbro venisse dato in dotazione un albero. Si narra che quell’abete sia stato dato al borgomastro di Luserna, che di cognome faceva “Nicolussi Principe” (a Lusérn esistono ancora famiglie con questo cognome). Altre storie dicono che quella pianta era denominata il Prinzep (principe) perché la più bella, la più maestosa, la più forte, all’interno di una foresta contornata da molti abeti giganti.
L’Avez del Prinzep già da alcuni anni presentava qualche acciacco.
Un buco proprio ai piedi dell’albero venne tamponato dai tecnici di S.Michele e dai forestali, che sottoposero la maestosa conifera ad un trattamento contro le formiche. Alla base venne posta una leggera protezione in vetro/resina. “L’albero era guasto almeno per una decina di metri d’altezza, prima o poi si sapeva che sarebbe caduto. La sua caduta, causa l’enorme volume, ha buttato a terra altre 5 o 6 piante limitrofe”, sottolinea, Mariano Bertoldi. Significativo il fatto che le radici dell’albero non hanno ceduto al forte vento, ed hanno resistito alla forte oscillazione. L’abete si è spezzato, ma le sue radici sono ancora ben salde. Nonostante le rughe del tempo la pianta aumentava ogni anno ed era ancora in “vigoria d’accrescimento”, di circa un millimetro all’anno. Per Lavarone, ma per tutto il trentino, l’Avez del Prinzep costituiva una meta turistica di primo piano, ed anche una meta didattica.
A poca distanza dall’Avez del Prinzep sorgeva anche l’Avez del Paol che venne tagliato qualche anno fa. Anche quello fu un magnifico emblema di quest’area, dove le conifere svettano orgogliose alla ricerca del sole e della luce e godono di un micro-clima umido dato dal piccolo bacino lacustre.

Il Forte Belvedere è una tra le più grandi fortezze della Grande Guerra in Trentino, si è perfettamente conservata ed è oggi interamente visitabile. Al suo interno ospita un museo con reperti e installazioni multimediali che illustrano la storia del forte, della sua guarnigione e delle vicende militari che hanno interessato gli Altipiani. Nei mesi estivi è sede di spettacoli ed eventi dedicati alla prima guerra mondiale. Realizzato tra il 1908 e il 1912, Forte Belvedere – Gschwent è una tra le più grandi fortezze austro-ungariche di montagna. Con una media di oltre 30.000 visitatori annui, Forte Belvedere è tra i musei ed i siti della Prima guerra mondiale più apprezzati e frequentati. Le sale del piano terra sono dedicate alla storia del sistema fortificato degli Altipiani. Al primo piano sono narrate le operazioni militari in questo tratto di fronte e sono esposti materiali relativi alla “guerra bianca”. Al secondo piano sono collocati oggetti e documenti che testimoniano le condizioni della vita dei soldati (armi, uniformi, materiali sanitari), materiali di propaganda e relativi alla memoria della guerra. Dal 2008 il percorso museale ospita installazioni multimediali che attraverso suoni e immagini propongono ai visitatori la quotidianità della vita all’interno della fortezza ed evidenziano la dimensione dell’esperienza dei soldati. All’interno delle cupole, gli “Obici dei suoni” permettono di risentire i rumori, le voci, i comandi e i colpi d’artiglieria.