Prealpi Feltrine – Monte Avena
23 settembre 2018 – ore 7,30

Gr. a): Partenza da parcheggio Fonzaso (320 m) - sentiero per chiesetta di S. Michele - Cristo di Rana (560 m) - Cima Loreto (903 m - 2h) - Croce d'Avena (1439 m - 4h) - Casera dei Boschi (1250 m), Passo Croce d'Aune (1015 m - 5h30'). EE
Gr. b): Partenza da Passo Croce d'Aune (1015 m) - inizio sentiero 801 – Aune (730 m - 45')-Sentiero delle Malghe- bivio sentiero S.Antonio (1144 m 1h 45') Piana d'Orda (2h) – risalita per strada forestale fino al Passo Croce d'Aune (2h 30'circa) E
Coord.: Dalla Longa Raffaele – Michielin Guido (023)

Il gruppo a) partirà dal centro di Fonzaso (320 m) e prenderà il sentiero che porta all'Eremo di San Michele (San Micèl) da cui si può ammirare un bel panorama su Fonzaso e dintorni (20’ ca.). Visitato l'Eremo si scende per pochi metri, per poi risalire lungo il Troi de galina, un sentiero ripido che sale decisamente, con pendenza costante e che passa, prima, sotto una palestra di roccia, fino ad arrivare ad un crocifisso di legno, il Cristo dei Rana (550 m - 45'). Si sale ancora, incontrando il Cristo de Ghet (730 m - 1h 15') ed una simpatica Casa delle fate e, poi, ancora sù fino a Cima Loreto (903 m – 1h e 45’). Qui una croce di ferro accoglie i camminatori e, sempre da qui, si potrà ammirare un bel panorama sulla valle sottostante, panorama che si potrà godere in vari punti anche dopo, lungo il sentiero. Dalla cima, in poco più di mezz'ora, si arriva al Bivacco Yale e poi, sempre seguendo la costa della montagna, si arriva alla Croce di vetta del Monte Avena (1439 m - 4h) punto più alto dell'escursione.
Dopo una, ben meritata, pausa si riprende il cammino che ci porterà tra sentieri, strade forestali ed anche qualche tratto asfaltato, fino al parcheggio del Passo Croce D'Aune (1015 m – 5h e 30’), dove ci aspetterà il pullman.

Il gruppo b) potrà scendere dal pullman a Fonzaso, assieme al Gruppo a) e, volendo, potrà raggiungere anch'esso l' eremo di San Michele. Da qui, invece di proseguire, tornerà al pullman, che lo porterà al Passo Croce d'Aune, da dove avrà inizio l’ escursione vera e propria.
Partenza dal piazzale e poi, in salita, verso l'attacco del sentiero 801. Prima di imboccarlo si prende una strada a sinistra, che scende dolcemente a valle; si arriva nell'abitato di Aune e, da qui, si prende il Sentiero delle Malghe, una stradina sterrata che sale verso nord. Arrivati ad un bivio, da cui si diparte il sentiero di S.Antonio, si prende a destra e si torna a scendere. Dopo un po' si devia a sinistra, per entrare nel Pian d'Orda. Qui sorge una tipica casa a gradoni, un tipo di costruzione presente in questo territorio fin dal 1700.
Lasciato il piano si riprende il cammino e, dopo poco, si rientra sulla stessa strada fatta all'andata che, in breve, ci riporterà al passo Croce d'Aune.
Chi vorrà si potrà fermare nel piazzale; chi, invece, avrà ancora energie da spendere potrà imboccare la strada, prima asfaltata e poi sterrata, che porta al Campon d'Avena. Lungo il percorso si dovrebbero incontrare i reduci del Gruppo a) che, sicuramente stanchi, stanno scendendo verso il Passo. Riuniti i due gruppi torneremo al pullman per un meritato ristoro.

A proposito del sentiero di S. Antonio:

Il sentiero “Troi”, nel dialetto locale, collega il paese di Aune con la malga Monsampian, situata proprio sotto l'anfiteatro naturale del Pavione, da qui si può salire verso la cima del Monte Pavione oppure raggiungere il rifugio Dal Piaz, ad Est e poco più in quota. Il sentiero è molto ripido ed attraversa un ambiente molto selvaggio ma, nonostante le apparenze, non è molto difficile, a parte la ripidezza.

A proposito delle case a gradonii:

Tipiche della zona e poco o pochissimo diffuse nel resto d'Italia. Non si sa molto riguardo all'origine di queste case; c'è l'ipotesi Celtica, più antica, e quella Germanica, più recente, ma nessuna veramente provata. L'unica cosa sicura è che questo tipo di costruzione è particolarmente adatta se si impiegano muri a secco. Il lastrone di pietra che forma il gradino è ottimo per far scolare l'acqua ed evitare che il ghiaccio, nei mesi invernali, sgretoli la struttura muraria. In questo modo le due pareti, anteriore e posteriore, restano integre e possono supportare un tetto leggero, ma isolante, fatto presumibilmente di paglia, canne o frasche. Attualmente alcune case di questo tipo sono state restaurate e rappresentano una notevole testimonianza dei tempi antichi e dell'ingegno tipico degli uomini che abitavano un ambiente difficile e selvaggio come la montagna.

N.B.: Le varianti rispetto al programma iniziale sono evidenziate in tratto continuo con frecce nella mappa.