Giro dei Sett Sass (E-EE)
25 luglio 2021 – ore 7,00

Passo Valparola (m 2200) - sent. n. 24 - bivio per Cima Sett Sass (m 2265) - Cima Sett Sass (m 2571 - EE - facoltativo, più ore 1,30 ca.) - bivio per Pralongià (m 2150) - sent. n. 23 - bivio q. 2262 - Passo Valparola. (ore 5/6 ca.) Coord: Palese W. -  Michielin G.      (07)

 

 

Il punto di partenza è il Passo e Rifugio Valparola, ed è proprio dietro di quest’ultimo che iniziamo, tutti assieme, la nostra camminata imboccando il sentiero CAI 24.

Appena aggirato, alla nostra destra, il Piz Ciampei, il giro ci offre, fin da subito, uno splendido e vasto panorama verso settentrione, che si allarga sulla Val Badia, con il suo Sassongher, il Piz Dles Conturines, il Gruppo del Sella, panorama che ci accompagnerà praticamente sino al raggiungimento della cima. Il proseguimento lungo questa prima parte è caratterizzato da un’ambientazione mista prativa-rocciosa facilmente percorribile, con vari sali scendi molto blandi e con l’incontro, nella parte iniziale, di alcune croci, probabilmente apposte in ricordo dei caduti della Grande Guerra.

Superiamo, quindi, il Vallone Pudres e giungiamo alla località de Le Pizades (m 2282), a circa due ore di camminata dalla partenza.
Poco più avanti, per il Gruppo a), si stacca il sentiero segnalato che sale a sinistra ed, in circa un’ ora, ci porta alla Cima SettSass (m 2571). Il sentiero si presenta roccioso ed abbastanza ripido, ma praticamente privo di difficoltà tecniche, ben segnalato ed abbastanza facile Raggiunta la Cima Settsass, il panorama che si apre da questa vetta è assolutamente immenso e stupefacente, con la possibilità di intravedere innumerevoli monti e gruppi montuosi Dolomitici, molti di questi assai conosciuti. Cominciando con lo sguardo da Nord, procedendo in senso orario, riconosciamo nuovamente il Piz Dles Conturines, le Punte di Fanes, il Lagazuoi, le Dolomiti Orientali di Badia, il Sorapiss, l’Antelao, l’Averau, il Nuvolau, le Tofane, le Dolomiti Ampezzane e Cadorine, il Pelmo, la Civetta, le Dolomiti Zoldane, le Pale di San Martino, il Gruppo del Sella, il Puez e molti altri ancora.
Dopo aver goduto, speriamo, di tanta vista riprendiamo a ritroso la via di salita fino a ritornare al bivio da cui siamo saliti per riprendere, nuovamente, il sentiero CAI 24, e continuare lungo il percorso già intrapreso dal Gruppo b).
Il Gruppo b) prosegue lungo il sentiero 24, in direzione ovest, finché trova l’incrocio tra i sentieri CAI 24 e 23. Da questo punto, cambia decisamente direzione, svoltando a sinistra, per imboccare il sentiero CAI 23 (tabella che porta le indicazioni Forcella – Sief – Sattel – Col di Lana) che ci ricondurrà al Rifugio Valparola. Anche questo sentiero, che permette di aggirare il Settsass e Le Pale di Gerda, questa volta dal versante meridionale, è accompagnato da una serie di bellissime vedute, soprattutto verso i manti erbosi appartenenti alle pendici del Col di Lana.
Manteniamo, quindi, il sentiero principale sino alla fine del percorso ad anello, sia al momento dell’incontro di una deviazione sulla sinistra che permetterebbe di percorrere la sella fra le cime Settsass e Piccolo Settsass, sia al successivo incrocio con il sentiero CAI 21 (a quota 2262 m) che, verso destra, conduce al Passo Sief. Da qui continuiamo a perdere quota, aggirando nuovamente i costoni rocciosi delle Pale di Gerda e attraversando, successivamente, il bosco de La Viza.
L’ultimissima parte del percorso, che ricomincia lievemente a salire, presso la località Le Laste, è caratterizzato dal passaggio obbligato di un breve tratto attrezzato, con fune metallica e pioli, facilmente e tranquillamente superabile. Percorriamo infine, un breve e semplice tratto che, costeggiando per ultimo il piccolo lago Valparola, ci riporta al Passo Valparola. da percorrere.

Qualche nota sulla nostra escursione

L'escursione ai Sett Sass, con la salita alla cima principale ed il periplo completo del piccolo gruppo dolomitico, è senz'altro una delle più appaganti delle Dolomiti.
La camminata non è difficile, della giusta lunghezza e fatica per soddisfarci completamente.
Non vi sono salite ripide o impegnative, tuttavia sono numerosi i saliscendi e i cambi di ritmo, come estremamente varie le situazioni ambientali.
Culmine dell'escursione cima SettSass, semplicemente un luogo meraviglioso, posto al centro della regione dolomitica, che ci offre una visione straordinaria, dall'alto dei suoi 2.570 metri, su buona parte delle Dolomiti e importanti vallate.

I due versanti del gruppo offrono caratteristiche e suggestioni ben diverse, naturalmente estremamente influenzate dalle condizioni climatiche del giorno.
Verso nord le balze rocciose danno impressioni di austerità e desolazione, quasi una bolgia infernale, tuttavia mitigata dalle splendide e ridenti visioni di famosi gruppi dolomitici.
A sud la luce è sempre accecante per il riflesso delle chiare e verticali pareti di dolomia, l'ambiente è apparentemente ridente, con vallette prative digradanti, in particolare quella verso Federe e il castello di Andraz, ma, come contrappeso, è devastato da grandiosi macereti di enormi massi di frana. Inoltre lo sguardo è attratto dal Col di Lana e quelle scure strutture magmatiche, devastate dalle mine della grande guerra a formare una specie di cratere vulcanico collassato e con la cresta del Sief completamente e profondamente segnata da una lunga trincea.
Le sfumature particolarissime di scuri colori, con controluce adatto, sono incredibili e stupefacenti, fino al rosso ruggine intensissimo che viene raggiunto nel tardo autunno e sfuma nei sottostanti piani erbosi chiudendo nel bosco di radi larici.
Noteremo sicuramente come il versante nord digradi con oblique pendenze a formare una specie di grande (parziale) catino, mentre il versante sud sia caratterizzato da verticali pareti di dolomia.
Sono le tracce di quello che fu un piccolo atollo corallino cresciuto oltre 200.000 milioni di anni fa, con la laguna interna e le scogliere coralline verso il mare aperto.
Tra le scure balze vulcaniche del Col di Lana e le chiare scogliere dolomitiche dei Sett Sass, che fecero da sponda alle effusioni magmatiche, il naturalista e geologo Prof. Ferdinand von Richthofen (zio di Manfred, il Barone Rosso), a metà 1800, meditò ed intuì la genesi e l'evoluzione delle strutture dolomitiche, dal nome di Dolomieu,evoluzione che, però, non capì a fondo, pur osservando quelle fasce rocciose ora definite Richthofen Riff, nei pressi della sella del Sief al Piccolo SettSass, nota come formazione di San Cassiano.