





















Località: Grave di Ciano Tipologia escursione: ad anello
Tipologia percorso: sentiero e greto del fiume
Località di partenza: Parcheggio Chiesa di Crocetta del Montello. Località di arrivo: ritorno alla chiesa
Difficoltà: Gruppo unico.
Durata del percorso indicativa: circa 3 ore Dislivelli: irrilevanti Mezzo di trasporto: mezzo proprio
Orario di partenza: 8. 30 da Biadene (9,00 per passeggiata )
Coordinatori: Rita Bellomo e Fiorella Piva
Il percorso dell’escursione in sintesi:
Dal parcheggio ci si dirige verso Borgo Rivasecca, si entra nell’area Rete Natura 2000, dopo circa 40 minuti si scende nel greto del fiume, poi, risaliti si prosegue fino al Pindol. Procedendo verso sud si ridiscende verso il greto per poi ritornare al punto di partenza seguendo il corso del torrente Nasson.
Descrizione dettagliata del percorso:
Presentazione
Quando le acque del fiume Piave incontrano la pianura, subito dopo il ponte di Vidor, l’alveo si apre nell’ampio spazio delle Grave di Ciano, circa 940 ettari di ecosistemi fluviali, rara oasi di biodiversità.
Grazie alla presenza di specie e habitat rari, il sito fa parte di rete Natura 2000 come Zona di Protezione Speciale (direttiva “Uccelli” 79/409/CEE) e Zona Speciale di Conservazione (direttiva “Habitat” 92/43/CEE), mentre nel 2018, grazie all’evidente carattere selvaggio dell’area, è stato riconosciuto come area Wilderness dall’Associazione Italiana per la Wilderness. E’ soprattutto un pregiato sistema ambientale che sostiene servizi ecosistemici diventati essenziali, quali la naturale regimazione delle acque, la ricarica delle falde e l’impollinazione, quest’ultima data dall’abbondanza di specie mellifere dei prati aridi e dei mantelli. L’antica storia del luogo, caratterizzata dall’intenso legame col fiume, è profondamente innervata nei borghi di Rivasecca, Belvedere, Botteselle, Gildi, S. Urbano, Santa Margherita e Santa Mama, che si susseguono sulla riva destra lungo l’argine del Piave. Primi siti abitativi apparsi nel territorio di quello che oggi è il comune di Crocetta del Montello, erano tutti rivolti verso il fiume, via di comunicazione primaria e di vita e ancora oggi molteplici sono le testimonianze di questo storico legame. Nel 1334 gli Statuti Trevigiani attestano la presenza dei primi 5 borghi. Dopo che il Trevigiano passa sotto il dominio di Venezia, nel 1389, l’intero bosco del Montello diventa area demaniale, riserva importantissima per la fornitura di legname per l’Arsenale. Nel 1492 a Belluno si costituisce la Congregazione degli Zattieri e i borghi rivieraschi svolgono un ruolo fondamentale, tappa per le zattere provenienti dal Cadore ma anche luogo di invio del prezioso carico.
Il legno di rovere del Bosco Montello era riservato alla costruzione della chiglia delle navi ed i tronchi inviati erano stati modellati già nella loro crescita per far loro assumere la forma più utile allo scopo.
Indiscusso è anche l’alto valore storico delle Grave di Ciano a livello nazionale ed internazionale. Quest’area è stata infatti teatro di azioni decisive della Prima Guerra Mondiale. Qui tra Piave e Montello sono state condotte le valorose azioni degli Arditi e si è compiuto il sacrificio di migliaia di giovani vite, ricordato anche dal sacrario eretto sull’Isola Verde, ormai da tutti chiamata Isola dei Morti.
Itinerario della passeggiata
Il punto di incontro per iniziare la passeggiata è l’ampio parcheggio davanti alla chiesa di Crocetta del Montello.
Attraversando borgo Rivasecca, scenderemo verso l’argine, passando accanto ad un vecchio mulino e all’antico maglio, in uso per secoli fino a pochi decenni fa. Superato il canale di Castelviero, ci inoltreremo poi nell’area Grave, posta oltre la sbarra che impedisce l’accesso ad automezzi. Siamo già dentro il fiume, che peraltro a suo piacimento utilizza quest’area quando ha bisogno di espandersi. Seguendo un comodo sentiero in direzione verso est / nord est attraverseremo un paesaggio che presenta varie fasi di evoluzione del suolo. In alcuni punti sarà evidente come l’area fosse utilizzata per la dispersione di materiale di escavazione, gradualmente ricolonizzato dalla natura. Lasciando sulla nostra destra una delle due sole costruzioni presenti nell’area, arriveremo al greto del fiume che si staglia sullo sfondo delle colline Unesco, del Montegrappa e delle Prealpi. Dopo una breve discesa nel multicolore greto sassoso, riprenderemo il cammino sempre in direzione est, finchè giungeremo ad un sentiero che ci consentirà di proseguire verso sud e raggiungere il cuore dei magredi. Tra i 14 habitat presenti nelle grave, i magredi sono uno dei più preziosi poiché ormai costituiscono uno dei pochi lembi rimasti in territorio veneto. Orchidee e stipa (penaci/ mamai/ lino delle fate) qui trovano uno spazio- rifugio. Dopo circa un’ora e mezza di cammino arriveremo al Pindol, monumento storico di profondo significato per gli abitanti dell’area e affidato alle cure degli Alpini di Ciano. Inoltrandoci poi per circa 15 minuti tra arbusti e un boschetto potremo scendere nuovamente nel greto sassoso del fiume, che si snoda in vari rami, tra ghiaie e sabbia. Risaliti sulla sponda, la costeggeremo per un breve tratto , seguiremo poi un sentiero dirigendoci verso sud /sud ovest, camminando a fianco del torrente Nasson e passando sotto i borghi di Sant’Urbano, Gildi e Botteselle, sovrastati dal campanile della chiesa di Ciano, pieve già menzionata nei documenti diocesani del 1152. . Valicheremo il torrente Nasson in due diversi punti ed avendo come punto di riferimento il campanile della chiesa di Crocetta proseguiremo lungo il torrente Nasson per far ritorno a borgo Rivasecca e, da lì, raggiungere nuovamente la chiesa di Crocetta, presso la cui struttura parrocchiale andremo a gustare il sicuramente gustoso ristoro che i nostri amici ci avranno prepafrato.