Il sentiero che sale al rifugio Semenza, e al bivacco Lasté, è la più classica escursione da fare in Alpago, lungo la catena Col Nudo Cavallo, nelle Prealpi Bellunesi. Una bella gita al confine con il Friuli-Venezia Giulia.
Il percorso, però, non è da sottovalutare, perché, compiendo l’escursione ad anello, con eventuale variante fino alla cima Lasté, è da considerarsi difficile. Il sentiero di salita è sempre molto ripido, circa 900 m di dislivello positivo senza mai mollare fino alla cima. Anche la sola salita al rifugio Semenza è comunque un’escursione abbastanza impegnativa, con 800 m di dislivello e qualche tratto leggermente esposto. Compiendo quest’anello, il sentiero di discesa, dopo un primo tratto molto ripido, si fa più pianeggiante, rendendo la discesa più rilassante. Il punto forte di questa escursione rimane comunque il paesaggio circostante ed il panorama che si può ammirare lungo il sentiero. Nella salita, dopo una prima parte nel bosco, se ne esce attraverso un sentiero che corre lungo una cengia davvero entusiasmante. In un primo luogo si ha una bellissima vista sulla Val Belluna, Col Visentin e lago di Santa Croce. Poi, raggirando la montagna, nel percorrere il sentiero, ora leggermente esposto, in un ambiente unico. si possono ammirare, da vicino, le vette dell’Alpago. In questo tratto bisogna prestare la dovuta attenzione, vista la rilevante esposizione. Il sentiero rimane comunque ben agibile e le difficoltà superabili. Giunti al rifugio, subito dietro di esso, si trova il bivacco Lasté. Classico bivacco a botte, in lamiera tinta di rosso, inserito in un bellissimo contesto verde e grigio della montagna, in cui il rosso del bivacco crea armonia all’ambiente. Il massimo splendore, in termini di panorama, lo si avrebbe dalla cima Lasté (m 2247), una variante che varrebbe la pena, tempo permettendo, di essere fatta. Dalla vetta si può godere di una visuale a 360 gradi. Le nostre Dolomiti, fino al Pelmo, Antelao e Civetta, le Dolomiti Friulane, il lago di Barcis, la pianura friulana fino al golfo di Trieste, la piana del Cansiglio, la Val Belluna con il Col Visentin, fino al monte Cesen. Un panorama niente male.
ITINERARIO
Il pullman ci lascerà alla località Col Indes (m 1161) dalla quale saliremo, uniti, fino a malga Pian Grant e, da qui, si continuerà a salire lungo la strada asfaltata, chiusa al traffico, fino a raggiungere un bivio tra i sentieri 926 e 923 al quale i due gruppi si divideranno.
Il Gruppo a) dal citato bivio, in breve, raggiungerà malga Pian delle Lastre (m 1300). Qui troveremo le prime indicazioni per il rifugio Semenza. Proseguiremo lungo il sentiero 926, che inizia a salire ripidamente, inoltrandosi nel bosco, dopo un primo tratto di alpeggio. Superata la prima ora, il bosco inizia a diradarsi ed a lasciare spazio a larghe vedute. Il sentiero continua a salire, bello ripido, lungo una aerea crestina che ci porterà a guadagnare il versante verso il rifugio Semenza. Inizia ora un sentiero in cengia che, costeggiando la montagna, ci farà raggiungere un nuovo bivio con il sentiero 923, lungo il quale poi scenderemo. Giunti a questo bivio si inizia a vedere il rifugio Semenza,
posto a quota 2020 m, che raggiungeremo in circa tre ore.
Qui finisce, in teoria, la nostra fatica, ma, chi ne avrà desiderio potrà continuare, con poca sforzo, a salire almeno fino a raggiungere la forcella Lasté, dove è ubicato il rosso bivacco Lasté. Fatta le debita sosta al RifugioSemenza
inizieremo la discesa a ritroso, lungo il sentiero già fatto, fino al bivio con il sentiero 923, che ci farà scendere, ripidamente, sulla vallata sottostante. Dopo un primo tratto abbastanza ripido il sentiero cala di pendenza, fino a raggiungere il Sasso della Madonna (m 1600). Seguendo le indicazioni per Pian delle Lastre si continuerà lungo il sentiero 923, che, passando prima per la capanna degli Alpini, ci farà ritornare, immersi in uno splendido bosco di faggi, al punto di partenza.
Il Gruppo b) giunto al bivio di cui sopra, proseguirà lungo il sentiero n. 923 e, poi, lungo il sent. C, passando per la Capanna degli Alpini e, quindi, raggiungere la Casera Palantina(m 1521).Il sentiero è ora agevole, dopo la furia devastatrice di Vaia poiché, infatti, è stato pulito e la segnaletica rifatta.Cammineremo in costante e leggera salita per circa un’ora, fino ad incrociare un bivio che, con un ultimo tratto che si dirama verso destra, ci condurrà, in breve, fuori dal bosco ed in vista della piccola Casera.
Quello che troveremo davanti ai nostri occhi sarà un panorama del tutto inaspettato. Un anfiteatro naturale dal fascino aspro e selvaggio. Isolato, assolato, panoramico.
La Casera Palantina, purtroppo, quasi sicuramente a causa di un incendio doloso, è in rovina, ma si potrà approfittare di un tavolo con panche per concederci una meritata sosta. Dopo esserci riposati si potrà rientrare, senza fretta, per la stessa via dell’andata o lungo il sent. 923