Il pullman ci lascerà lungo la strada per il rif. Campolongo (a quota 1455) nella località, denominata sulla carta Spiazzo Garibaldi, si percorre verso sud, per circa 1 km, la strada asfaltata che scende a Rotzo. A quota 1368 circa, si va verso destra, ovest. Affacciatici sulla precipite Val d’Astico, visitiamo una bella formazione rocciosa chiamata Alta Kugela e un’altra altrettanto bella, chiamata Altar Knotto.
“E’ una singolare roccia, sospesa sull’abisso, che sembra sfidare la legge di gravità, dalla vaga forma a testa di sfinge o di grande altare e che ha evocato, da sempre, racconti più o meno fantastici e leggende su inquietanti sacrifici. La bellezza di questo luogo è dovuta non solo alle suggestive forme, ma anche alla rigogliosa flora che lo circonda, passando velocemente dalle piante termofile dei ciglioni alla vegetazione tipicamente alpina delle nostre montagne”.
Attraverso una breve, ma impervia, spaccatura, i più coraggiosi potranno arrivare sullo spiazzo che ospita la roccia. Prestare ATTENZIONE!! Tutti gli altri potranno ammirarla da una trentina di metri.
Si riprende la discesa con il sent. 802. Lasciamo a destra la deviazione per punta Altabur, e prendiamo, sempre a destra, un sentiero, con indicazioni per Castelletto, sentiero che si presenta dapprima pianeggiante e, poi, in decisa discesa.
Ancora un paio di deviazioni e raggiungiamo così la località Castelletto posta a m 830. (- 600 m, ore 3 ca.). Attraversiamo quindi il paese, per andare verso sud a visitare il sito archeologico del Bostel (m 875).
Qui ci dividiamo.
Il gruppo b) percorre, con calma, poiché tempo ce n’è, una stradina asfaltata in mezzo ai campi di patate (prodotto per
cui Rotzo è famosa) che in circa 2 km e 100 metri di leggera salita, porta a Rotzo m 931.
Il gruppo a) imbocca il sentiero segnato sulla carta come “sentiero naturalistico” ma, sul posto, è indicato “Sentiero delle cenge”. Questo, con alterni saliscendi, supera una serie di cenge alte sulla val D’Assa. La vegetazione di giugno non lascia tanto spazio al panorama, ma una serie di landri impreziosisce questo percorso. Poco dopo una caratteristica cascata, nella valle Lezerack, interrompiamo il percorso delle cenge, che proseguirebbe ancora per un’ora, ma nessun rimpianto, perché il tratto più bello è stato percorso, e risaliamo fino a Rotzo. (– 200 m + 300 m, ore 2 ca.)