La corriera ci lascerà al parcheggio della “Locanda del Cantoniere” (m 1720) lungo la strada del Passo Falzarego.
Da qui prenderemo una forestale (segnavia n 406) che, praticamente in piano, ci porterà ad incrociare il sent. n. 403 lungo il quale, in breve ci porteremo, prima, a ridosso delle Malghe Fedarola (m 1750) e, quindi, ad innestarci, per breve tratto, sulla rotabile asfaltata che porta al Rifugio Di Bona. Prestata la dovuta attenzione su questo tratto di strada, probabilmente frequentato essendo domenica, la lasciamo ben presto prendendo, a destra, una ampia carrareccia, inizialmente un po’ soffocata da reti di protezione, visto che, in inverno, tale strada viene utilizzata come pista di discesa. Superato, in breve, questo tratto un po’ noioso saremo subito appagati da numerose aperture su ampi panorami che, praticamente, ci accompagneranno lungo tutto il percorso. Infatti si affacceranno al nostro sguardo, in ordine sparso: l’Antelao, il Sorapiss e la Croda Marcora, le vette del Faloria, il Cristallo, la Croda Rossa d’Ampezzo e, poco più avanti le Tofane. Non dimenticheremo, per altro, di volgere, ogni tanto, lo sguardo dietro di noi per ammirare il Pelmo, la Croda da Lago, i Lastoni di Formin, le Cinque Torri, il Nuvolau e molto altro. Il percorso, ora, sarà molto appagante lungo questa agevole forestale che, immersa in un bellissimo bosco, ci proteggerà dal sole, che speriamo di avere, ma che, molto frequentemente, ci concederà ampi spazi aperti per godere delle bellezze che la natura ci sta offendo. Con la dovuta calma ci avviciniamo alla località Piè Tofana, che raggiungeremo con un ultimo tratto inserito, purtroppo, lungo una delle tante piste di discesa che si stanno ritracciando, in attesa delle Olimpiadi Invernali del 2026. Fatta una breve sosta tra la Baita Piè Tofana e l’impianto di risalita che porterebbe ai Rifugi Duca d’Aosta e Pomedes, ci incamminiamo lungo la forestale con segnavia n. 410, che, dopo un tratto pressoché pianeggiante, scende decisamente verso il Lago Ghedina con l’omonimo Ristorante. A quota m 1673 il sentiero n. 410 si stacca dalla forestale offrendoci l’alternativa di raggiungere, in meno tempo, il Lago Ghedina.
Raggiunto l’incantevole Lago che, purtroppo, ha la caratteristica di essere “privato” e spesso “molto affollato” per cui, fatta la sua caratteristica circumnavigazione, troveremo un posto defilato, per concederci una seconda, meritata sosta e ricongiungerci prima del tratto finale. Lasciamo, quindi, il Lago Ghedina, o lungo il sentiero n. 416, o lungo la forestale con segnavia 410, che ci faranno, entrambi, perdere 150 m di dislivello per immettersi, alla fine, nella pressoché pianeggiante forestale, con segnavia n. 417, che, costeggiando il rumoreggiante e, speriamo, limpido torrente Boite, ci porterà, in breve, alla località Ponte de Ra Sia (m 1283). Qui giunti attraverseremo il Boite per immetterci sulla Statale delle Dolomiti e raggiungere il nostro pullman che ci aspetterà, poco più a Nord, nei pressi degli impianti sportivi di Fiames (m 1288).
Variante per eventuale Gruppo a):
Giunti poco sopra le Malghe Fedarola, a quota 1780 m ca., si prosegue lungo il sentiero n 403, che interseca, più volte, la strada asfaltata per il Rif. Di Bona. Giunti a quota 1923 m si prende, sulla destra, la forestale con segnavia n. 405 che, in costante salita, porta al Rifugio Duca d’Aosta (m 2098). Dal Rifugio il panorama è veramente immenso ed appaga la fatica fatta per raggiungerlo. Dal Rifugio Duca d’Aosta, per scendere a Piè Tofana, si prenderà il ripido sentiero n. 405 o, in alternativa, si può procedere, velocemente, lungo l’ampia pista di discesa (utilizzata per i mondiali dell’anno scorso) e valutare la impressionante pendenza di certi tratti di questa discesa libera. Raggiunta la località Piè Tofana si continua come sopra. (più ore 2 ca.; + 350 m; – 350 m; E)