Dolomiti di Zoldo – Al Rifugio Angelini

Data
22 Giugno 2025
Ritrovo
7,00
Difficoltà
E - Escursionisti
Coordinatori
Possamai L. – Gobbo GP
Rifugio Angelini

In breve

Forno di Zoldo (m 840) – sent. 534 – Cas. Mezzodì (m 1349) – Rif. Angelini (m 1588) – Cas. Mezzodì – Val Pramper a q. 996 m – Forno di Zoldo. (ore 4/5 – E)
Eventuale variante Gr. a): Rif. Angelini – Belvedere di Mezzodì (m 1964) e ritorno (+ ore 2 ca. – EE)

Escursione in pullman, si prega di dare l’adesione entro il 15 giugno
PER USUFRUIRE DEL PICNIC PORTARE IL PROPRIO BICCHIERE E PIATTO

Per informazioni o iscrizioni: Paolo Rossi, tel. 3334176908

Profilo Altimetrico

Profilo Altimetrico Gruppo A

Programma


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Qualche nota: Il rifugio Sora’l Sass sorge al margine di una bella radura all’estremità occidentale dell’altopiano boscoso che si distende ai piedi degli Spiz di Mezzodì ed è dedicato a Giovanni Angelini (medico, alpinista ante litteram, letterato, scrittore, estensore di accurate guide alpine. In passato la radura era adibita a pascolo ed in essa fu edificato un piccolo e spartano “casèl”, adibito a ricovero dei pastori. Nel 1971 la sezione CAI della Val di Zoldo, con il patrocinio della Fondazione Berti (con il quale Angelini condivideva la passione per la montagna) realizzò una funzionale costruzione in muratura, a due piani, dotata di cucina e foghèr, con una dozzina di posti letto nel soppalco, che, per numerosi anni ha funzionato come bivacco non gestito. (tra parentesi il bivacco, in tempo remoto, ospitò un allegro gruppo di amici del GSA Montello che, anticipando l’escursione domenicale, andò in avanscoperta passandovi la notte e, armato di quanto serve, il giorno seguente preparò una gradita pastasciutta al resto del Gruppo). In seguito sono state aggiunte piccole appendici alla costruzione originaria per aumentarne la capacità e la funzionalità, creando così le premesse per trasformare il bivacco in un piccolo rifugio, gestito nella stagione estiva. 

 

Il nostro itinerario:

Il pullman ci lascerà a Forno di Zoldo (m 840) da cui, in breve, dopo aver attraversato il torrente Prampèr, giungeremo alla frazione Baròn (m 850) da cui prende, effettivamente, inizio la nostra escursione. Da Baròn prenderemo una forestale (all’inizio cartello con indicazione per il Belvedere di Mezzodì – segnavia 532/534). Seguiremo la forestale per alcune decine di metri fino ad incrociare un sentiero, che si stacca alla nostra sinistra. Lo prenderemo salendo decisamente, tra faggi ed abeti, fino a raggiungere la nostra prima tappa, la Casera di Mezzodì (m 1349), dove ci concederemo una prima meritata sosta, ammirando il bellissimo pianoro su cui è stata edificata la casera. Lasciata la casera riprendiamo il cammino nel fitto bosco, dominato dall’abete rosso, con qualche faggio e larici. Con un ulteriore piccolo sforzo superiamo gli ultimi 100 m di dislivello e raggiungiamo il nostro rifugio, il Casel Sora’l Sass (m 1588) da cui il panorama si apre ad Ovest, verso i Gruppi Tamer, S. Sebastiano e Moschesin. Un piccolo belvedere, nei pressi del rifugio ci permetterà di ammirare, dall’alto, la sottostante Val Prampèr, che raggiungeremo in discesa.

Concessaci una meritata sosta e salutato, eventualmente, chi del Gruppo vorrò raggiungere la cima del Belvedere (m 1964), riprenderemo il cammino percorrendo, a ritroso, il percorso dell’andata fino alla Casera di Mezzodì. Qui giunti prenderemo una variante lungo un sentiero che si stacca a sinistra e che ci farà raggiungere, su un tracciato a tornanti, tra faggeta e pendii di pino mugo, la Val Prampèr in località Castelaz (m 990). Raggiunto il torrente Prampèr lo attraverseremo e, proseguendo poi lungo una comoda carrareccia, raggiungeremo la frazione di Baròn e, successivamente, Forno di Zoldo ed il nostro pullman. (ore 4/5 ca. – Dislivello +/- 750 m).

Variante Gr.a): per chi avrà voglia e forza, per continuare a faticare, ci sarà la possibilità, con circa 400 m di dislivello e un paio d’ore in più di cammino, di raggiungere la non troppo ostica cima del Belvedere (m 1964). Dal rifugio si prenderà il sentiero con segnavia n. 532 che, inizialmente, procede in un bel bosco. Giunti ad un bivio si procederà a sinistra, per raggiungere la vetta lungo la via normale. Lasciato il bosco il sentiero procede tra i mughi e poi continua su terreno un po’ friabile e, per brevi tratti, esposto. Un ultimo tratto di comodo sentiero tra i mughi ci farà raggiungere, agevolmente, la Vetta. Spettacolare il panorama dalla cima con a Nord la Valle di Zoldo, delimitata dai massicci della Civetta e del Pelmo, con sullo sfondo il Col di Lana ed il Pore. A Ovest svettano Moschesin, Tamer, S, Sebastiano e la Moiazza. Ed ecco ad Est il Sorapiss, l’Antelao ed i caratteristici Sfornioi con, più in basso, lo Spiz de Zuel, il Ponta, il Monte Rite. Il ritorno al Rifugio avverrà per la stessa via fino al Rifugio Angelini, per poi procedere come il Gruppo b).

 

Ricordati di prenotare per la gita del 6 luglio alle Pale di S.Martino.

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