























Gruppo Marmolada – Forca Rossa (E – EE)
13 settembre 2026 – ore 7,00
Baita Flora Alpina (m 1818) – Val Fredda – sent. 694 – bivio a q. 2088 poi: Gr. a) Passo Forca Rossa (m 2499) – sent. 693 – forc. q. 2211 – sent. 607 – Rif. Fuciade (m 1962) – Baita Flora Alpina. (ore 6 ca. – disl. +/- 850 m – EE)
Gr. b): sent. 670 – bivio q. 1974 – Rif. Fuciade – Baita Flora Alpina. (ore 4/5 ca. – disl. +/- 350 m – E)
Coord.: Rossi P. – Gobbo GP. (06)
I nostri itinerari:
La corriera, poco prima di raggiungere il passo S. Pellegrino si dirigerà a destra in direzione del Rifugio Flora Alpina e ci lascerà (e ci aspetterà) nei pressi del rifugio. Iniziamo “tutti assieme” il nostro cammino lungo l’Alta via dei Pastori che, prima nel bosco e poi su comodo sentiero, ci porta ai Casoni di Val Fredda, tipiche costruzioni in legno utilizzate per la fienagione. Il sentiero offre subito scorci panoramici sulle Pale di San Martino, le Cime di Valfredda ed il massiccio di Cima Bocche. Siamo in una vallata bucolica e meravigliosa: casette in legno curate nei minimi dettagli, fienili d’altri tempi, ed uno sfondo che sembra una cartolina. Proseguiamo lungo la forestale, superando il bivio per Malga ai Lach e, una volta giunti al termine delle baite, attraversiamo un ponticello sopra il Rio di Valfredda, continuando in salita, costante ma spettacolare, fino a raggiungere un bivio a q. 2088 m.
Giunti a questo punto i due gruppi si dividono:
Gruppo a): proseguiamo lungo il sentiero n. 694 godendo del panorama si apre davanti a noi: l’imponente Sasso di Valfredda con, alle spalle, le Pale di San Martino e Cima Uomo. Dopo un tratto in radura non troppo ripido, utile per prendere fiato, si sale decisamente verso il Passo di Forca Rossa. Siamo a circa 2.300 m di quota ed il grosso è fatto, anche se mancano ancora alcuni metri di dislivello da superare.
I panorami, in compenso, si fanno più ampi, più rossi, più dolomitici. L’ultimo tratto si svolge su un sentiero a zig-zag, tra rocce color rosso ruggine, da cui il toponimo “Forca Rossa”. Arrivati, finalmente, al Passo di Forca Rossa (2.490 m), il passo ci offre un panorama spettacolare aprendoci lo sguardo, a Nord, sulla Valle di Franzedaz, e Malga Ciapela, con Civetta, Pelmo, Sorapiss, Tofane e Monte Cristallo in lontananza. Dall’altro lato possiamo, nuovamente, ammirare le Pale di San Martino, l’Agner e Cima Uomo. Dopo una meritata sosta ristoratrice si riprende il cammino, a ritroso, fino al bivio con il sent. n 693, che prendiamo, procedendo alla nostra destra. Il sentiero taglia in quota le pendici del Formenton fino ad incrociare, appena dopo una forcelletta a q. 2211 m, il sent. n. 607 facente parte dell’Alta Via n. 2. Scendendo lungo questo sentiero raggiungiamo, in breve, la spettacolare conca del Rifugio Fuciade, che scorgiamo sotto di noi, a q. 1982 m. Arrivati il rifugio e, magari, accolti da qualche membro del Gruppo b) che, estasiato dal bucolico ambiente di Fuciade, non lo ha voluto lasciare fino al nostro arrivo, ci concediamo un’ultima, meritata sosta prima di affrontare l’ultimo tratto del percorso. Dopo di che lasciamo il rifugio seguendo le indicazioni per il Rifugio Flora Alpina, procedendo, inizialmente, lungo il sent. n. 670 e, poi, lungo un agevole sentiero che ci farà raggiungere senza ulteriore fatica il Rifugio Flora Alpina ed il nostro pullman.
Gruppo b): dal citato bivio a q. 2088, procediamo alla nostra sinistra, fino ad incrociare il sent. n. 670, che si prende proseguendo tra verdi pascoli, circondati da uno spettacolare panorama. Lasciando l’impluvio della Valfredda e le sue belle baite, ci dirigiamo verso la conca delle Fuciade, che, dopo breve tempo, ci appare con le sue caratteristiche casette in legno e con l’omonimo, rinomato, Rifugio. Attraversato, in sensibile discesa, un bel bosco di conifere raggiungiamo, con calma ed attenzione, la Conca di Fuciade. La bellezza del luogo, ne siamo certi, riuscirà a compensare l’improvviso impatto con la ressa consumistica che, sicuramente, vi troveremo. Incuranti del cicaleccio dei vicini ci godiamo, con calma ed a lungo, l’atmosfera fatata del luogo.
Dopo di che, a meno che qualcuno di noi voglia rimanere in loco ad aspettare l’arrivo degli amici del Gruppo a), riprendiamo tranquillamente l’ultimo tratto del nostro percorso odierno, come descritto più sopra, alla fine del percorso del Gruppo a).
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Ricordati di prenotare per la gita del 27 settembre alla Ferrata di S.Silvestro e traversata Calaita/Gobbera
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