





















Nota: L’escursione al Rifugio Onorio Fàlier si configura come un suggestivo e semplice itinerario, adatto a tutta la famiglia, attraverso la Val Ombretta, una delle valli più belle della Marmolada, con stupenda vista sulla parete sud-ovest della Regina delle Dolomiti.
Breve descrizione del percorso:
Il punto di partenza per raggiungere il Rifugio Falier (m 2074) è Malga Ciapèla (m 1450) dove ci lascerà in nostro pullman. Da Malga Ciapèla percorriamo la strada, prima asfaltata e poi sterrata che si inoltra nel fondo valle attraverso il bosco. Lasciando la strada forestale seguiamo il sentiero CAI 610, che risale il bosco e, attraverso alcune serpentine, ci ricongiunge alla strada proprio al bivio dove teniamo la destra, iniziando così il tratto della vecchia mulattiera, che lascia la Val Pettorina e ci porta in Val de Ombretta. Da qui si apre un magnifico panorama sul fondo valle. La mulattiera, dapprima, attraversa un tratto in costa, quindi risale, con alcuni tornanti, l’ultimo dislivello prima di portarci ai margini della Val Ombretta e, subito dopo, alla Malga Ombretta (m 1904), dove è possibile riprendere fiato, ristorarsi alla fontana ed assaggiare il formaggio e gli affettati che il gestore propone.
(Dalla malga ci attende una piacevole camminata, allietata, speriamo, dai numerosi incontri che faremo con le marmotte, che hanno, da tempo, colonizzato il luogo, un lungo bellissimo pianoro, con leggera salita finale, che ci farà raggiungere il Rifugio Onorio Falier, da Malga Ombretta circa 40 minuti. Appena oltre la malga, in effetti, il sentiero per raggiungere il rifugio presenta una biforcazione, a sinistra continua lungo il fondo valle, mentre, a destra, risale dolcemente a mezza costa in un rado bosco. Decideremo assieme quale tenere per l’andata e quale per il ritorno).
Dalla Malga si prende a sinistra, risalendo il fondo valle, fiancheggiando il letto del Ru S’cialon ed ammirando, a sinistra, il Monte Fop ed, a destra, la parete sud della Marmolada. In breve tempo raggiungiamo il Centro delle Dolomiti, segnalato da un Totem che racchiude un cuore di pietra posto ad indicare che è proprio la Val Ombretta il punto geografico centrale delle Dolomiti, patrimonio dell’ Unesco.
Dopo aver proseguito in falsopiano il sentiero recupera l’ultimo dislivello attraverso delle brevi serpentine nel bosco di larici che, velocemente, portano al cospetto del rifugio. Ed eccoci finalmente al rifugio dopo circa due ore e mezza di cammino. Dall’aspetto tipico, solido, con le mura in pietra ed i balconi bianchi e azzurri, il rifugio Falier (m 2074) accoglie e rifocilla gli escursionisti di passaggio e gli scalatori che vogliono cimentarsi con le innumerevoli vie alpinistiche, soprattutto quelle della parete Sud della Marmolada, “la parete d’Argento”. Numerosi i panorami visibili dal rifugio tra i quali la caratteristica roccia dalla forma strana il “Fonch d’Ombretta” che, appunto, assomiglia ad un fungo ed, in lontananza, le inconfondibili sagome del Pelmo, dell’Antelao e della Civetta.
Nei pressi del rifugio permangono numerose tracce di insediamenti militari della prima guerra mondiale (vedi note).
Il sentiero del ritorno, più esiguo e con qualche scavallamento di piccoli canaloni detritici, scende dolcemente lungo le pendici sud della “Regina delle Dolomiti”, la Marmolada, fino ad arrivare a Malga Ombretta, da qui si riprende la mulattiera dell’andata e la si percorre all’inverso.
N.B.: Valuteremo in loco se e chi vorrà, eventualmente, raggiungere il passo Ombretta ed il bivacco Dal Bianco.
Tracce della Grande Guerra
Il rifugio alpino, sorto nel 1911, venne chiamato Rifugio Ombretta. Fu utilizzato nella Prima Guerra Mondiale come sede Comando di un distaccamento militare a guardia dei passi sul confine poco lontano. Fu scelto come base logistica dell’insediamento militare in Val d’Ombretta, per il sostentamento delle postazioni di Passo Ombretta ed Ombrettola, dal comandante della 206 Compagnia Alpini del battaglione Val Cordevole, Cap. Arturo Andreoletti. Infatti, attraverso il Passo dell’Ombretta, si raggiunge il rifugio Contrin in Val di Fassa (TN) e, valicando il Passo dell’Ombrettola, si scende al rifugio Fuciade, sul versante del passo San Pellegrino (BL). Evidenti sono le tracce lasciate dalla Grande Guerra; è sufficiente seguire la mulattiera per incontrare resti di edifici e numerose grotte adibite a ricovero, deposito e a postazione. Lungo la mulattiera che passa sotto al rifugio troviamo un locale restaurato; da notare il numero a mosaico sul pavimento.
La postazione in grotta ha l’ingresso rivolto a Nord verso il rifugio e l’apertura della bocca da fuoco a Sud, verso la Val D’Ombretta, per il controllo dei passi. In seguito, fu distrutto dagli austriaci, in quanto venne a trovarsi proprio sotto le postazioni austriache posizionate sulla cresta della parete sud della Marmolada.
Il rifugio fu ricostruito nel dopoguerra dedicandolo alla memoria di Onorio Falier. (Che contribuì in proprio alla ricostruzione)
Insediamento di Malga Ciapela
La posizione di Malga Ciapela fu molto importante per gli italiani, perché qui veniva ammassato tutto il materiale proveniente da Belluno per rifornire le postazioni del settore Marmolada. Da qui partiva la teleferica fornito al Regio Esercito dalla ditta Ceretti e Tanfani di Bovisa (Milano) per forcella Serauta. Prima della conquista della forcella (30 aprile 1916) il materiale veniva trasferito a dorso di mulo nel Vallon Antermoia e poi portato a spalla. Una grossa fune di canapa ancorata nella roccia serviva d’aiuto in alcuni punti ai portatori. Nell’insediamento di Malga Ciapela fu allestito anche un ospedale da campo.
Ricordati di prenotare per la gita del
28 settembre
alle Prealpi Bellunesi.