Descrizione percorsi
Il pullman scenderà dal Passo San pellegrino verso Moena e ci lascerà alla località Passerella da cui, con i due tronchi della Funivia Lusia, raggiungeremo la località Le Cune (m 2200). Da Le Cune partiremo tutti assieme per raggiungere il rifugio Passo di Lusia (m 2.055) seguendo, poi, il sentiero numero 633, in direzione di Cima Bocche e dei laghetti di Lusia (cartelli segnaletici). Il sentiero attraversa prati e pascoli normalmente utilizzati per l’alpeggio nella stagione estiva e per l’attività sciistica in quella invernale. Il percorso è sempre in leggera salita, ma la pendenza non è mai accentuata e, pertanto, la camminata risulta molto gradevole. Splendide le visuali sul vicino Lagorai, sui Monzoni, sul Latemar e sul Catinaccio. Passeremo per la suggestiva e caratteristica la Baita di Lastè (m 2327), situata poco dopo l’arrivo degli skilift (questi invece rappresentano la nota stonata del percorso di avvicinamento). Arrivati alla Forcella Lusia (m 2361) ci si apre il bellissimo e selvaggio mondo dei Laghetti di Lusia, mentre, alla nostra destra, si erge in tutta la sua imponenza il gruppo delle Pale di San Martino. Qui giunti ignoriamo le tracce di sentiero che troviamo sulla nostra sinistra e scendiamo verso il lago di Lusia Inferiore, fino al punto in cui una tabella indica la direzione da prendere per il sentiero del Gronton (segnavia n 634). Qui giunti il Gruppo a) lascerà il resto della compagnia per percorrere il Sentiero attrezzato del Gronton (vedasi descrizione più sotto).
Il Gruppo b) procederà verso la sottostante conca impreziosita dai due specchi d’acqua dei Laghetti di Lusia. Raggiungerà, prima il Lago Inferiore, con l’adiacente Bivacco Redolf (m 2363) e, quindi, il Lago Superiore (m 2360). Dopo una ampia e meritata sosta riprenderà, a ritroso, il cammino sul sent. 633 fino alla Forcella de Lusia o del Cajerin (m 2366). Da qui inizia, lungo il sent. 634, la discesa verso la meta finale della nostra gita.
La località Fanch (m 1643). Il percorso non presenta tratti particolarmente impegnativi e lo percorreremo con la dovuta calma per goderci dei panorami che ci saprà offrire ed in attesa che il Gruppo a), terminata la sua fatica, raggiunga, a sua volta, Fanch.
Gruppo a) Percorso attrezzato del Gronton
Dal punto di cui sopra si sale verso sinistra ed, in breve, si arriva all’attacco del sentiero attrezzato posto in corrispondenza della forcella del Cajerin.
Il Sentiero attrezzato del Gronton si snoda ai piedi dell’omonima cresta. Per quasi tutto il suo percorso il sentiero passa lungo cenge e camminamenti della prima guerra mondiale, situati sul versante nord della montagna. Solo verso la fine (nel senso di marcia classico SW – NE) il sentiero sale sul filo di cresta. La roccia sulla quale si sviluppa è di tipo vulcanico. La cosa che più colpisce l’attenzione è la presenza continua di enormi blocchi rettangolari di roccia scura che sono stati utilizzati dai militari austriaci, durante la Grande Guerra, per costruire il camminamento lungo il quale oggi passa la via attrezzata. Dalla forcella del Cajerin giriamo a destra (dritto si scenderebbe verso il rifugio la Rezila e la valle di San Pellegrino) ed affrontiamo, subito, la prima esposta cengia attrezzata, che si esaurisce dopo poche decine di metri, depositandoci sui sopracitati lastroni di roccia vulcanica. Li risaliamo, non senza fatica, fino al punto in cui il sentiero diventa una vera e propria scalinata. Intorno a noi sono presenti i resti delle postazioni della prima guerra mondiale. Dopo qualche decina di metri la pendenza del sentiero diminuisce e si riaffaccia su un altro tratto in cengia. Attraversiamo un ponticello di legno (fune metallica) e ricominciamo a salire, avendo sempre come sfondo i bellissimi panorami offerti dalle Dolomiti Fassane. Ancora alcuni metri lungo le solite caratteristiche pietre nere ed arriviamo ad una discesa attrezzata, abbastanza esposta, che ci porta poi ad attraversare una piccola forcella. Passata questa, percorriamo un tratto di cengia attrezzata, al termine della quale un’ulteriore ripida salita di conduce sul filo di cresta. Qui è doveroso fermarsi per ammirare il panorama che si apre sul versante meridionale del Gronton, verso le Pale, il Lagorai e i laghi di Lusia. Non molto lontano da noi si trova il bivacco Gronton. Proseguiamo quindi per una cengia esposta e priva di attrezzature che, benché molto facile, va affrontata con prudenza. È questo uno dei tratti più suggestivi di tutto l’itinerario. Dalla cengia è possibile staccarsi in più punti per salire su alcuni pulpiti rocciosi, dai quali si possono ammirare i magnifici scenari dolomitici che ci circondano. Un successivo, breve, tratto di cresta ci conduce verso sinistra, al termine del sentiero attrezzato (50′ ca. da forcella Cajerin). Qui è presente un bivio. A destra si scende velocemente alla Forcella delle Bocche e all’omonimo bivacco. Proseguendo verso sinistra, invece (indicazione Gronton con vernice bianca su un sasso), arriviamo alla vetta del Gronton (m 2617). Fare attenzione perché il segnavia qui è presente soltanto all’inizio e poi si perde. Per ritornare al punto in cui termina il sentiero attrezzato è decisamente molto suggestivo attraversare i camminamenti che passano proprio all’interno delle trincee della prima guerra mondiale. La deviazione verso cima Gronton, con il passaggio nei resti delle trincee, è vivamente consigliata in quanto rappresenta una preziosa testimonianza di quella che fu la Grande Guerra su queste montagne e non porta via più di 20 minuti. Ritornati al termine del sentiero attrezzato, come detto, scendiamo rapidamente alla forcella delle Bocche ed all’omonimo ricovero (m 2.543).
Dalla forcella delle Bocche riprendiamo, in discesa, il sentiero n. 633 e proseguiamo verso sud, in direzione della selvaggia conca nella quale si trovano i laghi Superiore e Inferiore di Lusia. Li costeggiamo sul loro versante meridionale e, dopo essere passati di fianco al bivacco Redolf, posto proprio in riva al lago Inferiore di Lusia, ritorniamo al punto in cui si trova la deviazione col cartello per la via attrezzata del Gronton. Da questo punto seguiremo il percorso del Gruppo b).
(relazione tratta dal sito www.vieferrate.it)