La Via dell’Acqua – Cison di Valmarino (T – E)

Data
Ritrovo
Difficoltà
T - Turistico
Coordinatori

In breve

Cison di Valmarino (m 261) – Via dell’Acqua – Piazzale degli Alpini (m 420) – Bosco delle Penne Mozze – Parcheggio fine strada (m 519) – San Gaetano (m 550) – Baita alle Grotte (m 360) – Al Maso – Cison di Valmarino (ore 4/5 ca. – T) Variante Gr.a): da San Gaetano – Agron di Ciae (m 640) – Al Maso, poi come Gr. b). (+ ore 0,30 – E)
Per informazioni o iscrizioni: Paolo Rossi, tel. 3334176908

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Programma


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La Via dell’Acqua di Cison di Valmarino è un percorso molto interessante con tanti spunti sia dal punto di vista naturalistico che storico. In effetti i motivi per visitare questo piccolo centro non mancano di certo: il comune fa parte del Club dei “Borghi più belli d’Italia” e conserva un centro storico elegante e ordinato; e poi c’è l’acqua, elemento centrale dello sviluppo del paese, con il torrente Rujo che forniva energia per le attività artigianali. Un passato prossimo la cui memoria è ben viva grazie appunto al percorso della Via dell’Acqua che permette di scoprire mulini,  lavatoi, fontane e altre opere idrauliche. In mancanza di elettricità, tutte le imprese del paesino erano indissolubilmente legati alla forza motrice trasportatadall’acqua che alimentava, oltre ai mulini, opifici e segherie, permettendo la macinazione di cereali, la tessitura di abiti e la creazione di utensili. Tutto ciò ha contribuito alla creazione del cosiddetto “artigianato vivo“, trasformato nell’evento che richiama ogni anno a Cison migliaia di appassionati.
La Via dell’Acqua parte proprio dalla piazza centrale del paese, costeggiando, fin da subito, il fiume. La salita è dolce e piacevole tra ponti, cascatelle e il suono del torrente che ci farà compagnia fino al suo naturale e suggestivo punto di arrivo il Bosco delle Penne Mozze”. Inaugurato l’ 8 Ottobre 1972, il Bosco delle Penne Mozze è un imponente memoriale ai caduti che dedica un albero e una stele a ogni alpino trevigiano perito in guerra. Le stele sono oltre 2000. Ognuna di queste è opera del maestro Simone Benetton e riporta, oltre al nome ed alle date di nascita e di morte dell’alpino caduto, la causa della sua morte.

Il nostro percorso (di massima)
Lasciate le macchine nell’ampio parcheggio a valle del Castelbrando (m 261) ci porteremo, in breve, alla piazza principale di Cison di Valmarino. Da qui si procederà verso est, intercettando il letto del torrente Rujo. Raggiunto il torrente, si continuerà verso nord fino ad arrivare ad un caratteristico ponte di pietra, noto con il  nome di “Ponte dei Sassi“, dove troviamo un primo cartello che segna l’inizio della Via dell’Acqua. Gli stessi segnali, “La Via dell’Acqua” o “Camminare per volare”, ci accompagneranno lungo l’intero percorso di andata. Attraversato il ponte inizieremo la prima parte del percorso, che si sviluppa lungo le antiche borgate di Cison.
Borgate che, sicuramente, vista la loro bellezza, hanno contribuito a far considerare Cison come uno dei borghi più belli d’Italia. Usciti dalle case procederemo seguendo sempre il torrente Rujo e trovando, di tanto in tanto, qualche mulino.  Si continuerà a camminare in mezzo al bosco fino a raggiungere, come detto, il bosco delle Penne Mozze  (m 420). Dopo aver qui fatto una doverosa e riflessiva sosta, magari cercando, tra le innumerevoli stele, qualche nome a noi conosciuto, riprenderemo il nostro cammino raggiungendo, poco più a nord del Bosco delle Penne Mozze, il parcheggio posto alla fine della strada asfaltata che sale da Cison.
Dal parcheggio ci inoltreremo lungo un bel sentiero nel bosco che ci farà raggiungere, con breve salita, il caratteristico e piccolo saccello edificato in onore di S. Gaetano (m 550).  Da S. Gaetano scenderemo, nuovamente, alla strada asfaltata, che percorreremo per un breve tratto, per poi lasciarla prendendo un sentiero alla nostra destra. Poco più avanti, nei pressi di Casera Col (m 390 ca.), il sentiero diventa una comoda strada forestale che ci farà raggiungere le prime case di Cison. Qui giunti, in breve tempo, ritorneremo al parcheggio di Castelbrando per recuperare le nostre macchine. 

N.B.:  Per chi ne avrà forza e voglia è prevista una variante, un po’ più  in quota ed impegnativa, che, da S. Gaetano, ci farà raggiungere con una mezz’ora in più di cammino, Cison ed il parcheggio.

Cosa vedremo

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