Torniamo a Montebello

Data
14 Aprile 2024
Ritrovo
7,30
Difficoltà
E - Escursionisti
Coordinatori
Zanoni L. - Valsacchi G.
Castello Maltraversi

In breve

Ancora tra le verdeggianti colline di Montebello Vicentino lungo uno dei “Sentieri permanenti circolari” promossi dal
Gruppo Podistico Montebello, con visita al Castello Maltraverso. (ore 4 ca. – E)
Ristoro presso il Circolo Parrocchiale di Montebello. (€ 10)
Escursione in pullman si prega di dare l’adesione entro il 7 aprile.
Per informazioni o iscrizioni: Paolo Rossi, tel. 3334176908

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Programma


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Passeggeremo lungo percorsi nuovi, rispetto allo scorso anno, ed entreremo nel “Castello Maltraverso”
Il castello di Montebello o Castello dei Maltraverso
L’Imperatore Federico I di Germania dona ad Alberto Maltraverso, nel 1154, il castello sul colle di Montebello e lo investe del
titolo di Conte. Questo il primo documento certo sull’esistenza di una roccaforte su quel colle che si protende a dominare la
ricca pianura sul confine tra Vicenza e Verona, passo obbligato tra le ultime propaggini lessine e la catena dei Monti Berici.
Verosimilmente la fortezza doveva esistere già da molto tempo, e la stessa investitura imperiale potrebbe riferirsi ad una
sanatoria ‘di fatto’ della situazione o un innalzamento di rango della ricca famiglia dei Maltraverso.
Nel territorio di Montebello sono stati rinvenuti notevoli reperti risalenti all’età romana ed anche pre-romana, a testimonianza
dell’importanza di quel comodo osservatorio sulla grande via di comunicazione quale fu la strada Postumia, tra Verona e
Vicenza. Il castello divenne un importantissimo luogo strategico durante le lotte tra le signorie medioevali. Poco lontano, e a
collegamento ottico, si trovano i castelli della Villa e di Bellaguardia (Castelli di Giulietta e Romeo a Montecchio Maggiore) e la
Rocca di Brendola. Verso Verona il non lontano ricco castello di Gambellara, ma la straordinaria concentrazione di castelli
dell’area è affermata anche con i castelli di Montorso e di Arzignano. Le sorti e la storia di questo gruppo di castelli è pressoché
simile e gli avvenimenti si possono riferire, indistintamente, ora ad uno ora all’altro.
I dintorni subirono le scorribande delle agguerrite truppe di Ezzelino III da Romano, che nell’occasione assediò e distrusse il
castello di Gambellara e quello di Montorso. Nel XIII secolo il castello è tenuto di Carraresi, signoria padovana, ma il borgo ed il
castello stesso vennero assediati e saccheggiati più volte dai veronesi. Nel 1313 il castello passa a Cangrande della Scala che
s’impegna in un radicale restauro e rinforzo.
Per breve tempo tutto il territorio, e quindi anche il castello di Montebello, è in mano alla signoria milanese dei Visconti. E’ infine
la volta del veneziani che dal 1400 riuniscono tutto il territorio veneto di terraferma nello ‘stato da tera’.
Il castello perde l’importanza strategica e, nei primi anni del cinquecento durante la guerra contro la Lega di Cambrai, viene
smantellato quale fortezza militare nel tentativo di non offrire appoggi logistici agli invasori. E’ la stessa sorte che tocca alla
vicina Rocca di Brendola.
Successivamente il manufatto venne ceduto a privati e trasformato in prestigiosa residenza signorile.
Ai suoi piedi, nel 1796, si tennero sanguinosi episodi tra l’esercito napoleonico e truppe austriache.
Attualmente il castello non è visitabile e di proprietà privata
La Garganega
La Garganega è il vitigno autoctono più importante della zona. Grazie al grappolo spargolo ed alla buccia spessa, questo
vitigno presenta una buona resistenza alle malattie e si candida come uno dei migliori vitigni per la produzione di passiti.
I tre tipi di vini bianchi che si producono in quest’area sono: il Gambellara, vino secco che si fregia della menzione “Classico”
quando deriva dalla zona collinare di più antica tradizione; il Gambellara Vin Santo ed il Gambellara Recioto vini dolci ottenuti
dall’appassimento della Garganega, quest’ultimo nelle versioni tradizionale, passito e spumante.
Tra Vicenza e Verona, la Doc Gambellara si estende sulle colline dei Comuni di Gambellara, Montebello Vicentino, Montorso e
Zermeghedo. Il terreno di origine vulcanica è scuro e formato in gran parte da basalti e tufi. Ancora oggi la vocazione di
Gambellara rimane principalmente viti-vinicola. Antichissima è la coltivazione della vite in questa terra di vino bianco. Già al
tempo dei Romani qui si produceva vino, come testimoniano i ritrovamenti presso Montebello Vicentino dei resti di una villa
romana del I o II secolo d.C.
con vinaia e abbondanti vinaccioli.
E’ nel 1500 che comincia ad imporsi la Garganega, l’uva tipica che oggi ancora domina a Gambellara. In un’epistola dell’epoca
troviamo menzione di un vino bianco, dolce, riconducibile all’attuale Recioto. Ne vengono descritte le caratteristiche e il metodo
di produzione. I pregi e le virtù del vino “acinato”, come fu definito dai Romani, vennero illustrate, elogiate e decantate durante
tutto il periodo del rinascimento e dell’illuminismo.
Nel 1970 la zona di Gambellara ottenne la “denominazione di origine controllata” e nel 2008 il Recioto di Gambellara ricevette il
riconoscimento ufficiale della “denominazione di origine controllata e garantita”.
Ricordati di prenotare per la gita del 28 aprile in Cansiglio .

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