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Descrizione dettagliata del trekking 2024 alle Stubaiern Alpen,
tratto, in gran parte dalla Guida di Franco Cammelli
“Alpi Venoste, Passirie Breonie e Giogaia di Tessa”
(Edizioni Panorama 1995)
PRIMO GIORNO
Dalla stazione a monte della funivia Kreuzjochbahn/Fulpmes (2100 m), al rifugio Starkenburger Hütte (2257
m)
(Dislivello in salita: 350 m; Dislivello in discesa 210 m – – Tempo ore 2 ca. – Difficoltà: E)
Descrizione itinerario odierno :
Dalla stazione a monte della funivia Kreuzjochbahn (2.100 m), un sentiero segnalato conduce al rifugio. Da qui
inizia il nostro tour sopra il limitare della vegetazione e con viste estremamente panoramiche.
Dalla stazione a monte partono tre sentieri, in direzione sud-ovest. Noi prenderemo il sentiero centrale che porta
direttamente al Sennjoch (2.190 m). Da nord salgono le funivie Zirmjochbahn e Sennjochbahn. Si continua il
cammino non lontano dalle stazioni a monte ed, in breve, si incontra il sentiero che, sulla destra, porta alla Posta
Bassa (2456 m). Si prosegue diritti, in leggera salita, fino a superare impercettibilmente il punto più alto della tappa
(2399 m), sotto l’Hoher Burgstall. Da qui si scende dolcemente fino al rifugio Starkenburger Hütte (2257 m)
SECONDO GIORNO
Starkenbuger Hùtte (2257 m) – Seejòchl (2518 m) – §endersjochlt ( 2477 m) – Franz-Senn- Weg – Seduck Alm
(2249 m) – Franz-Senn- Hùtte (2149 m)
(Dislivello in salita: 400 m – Dislivello in discesa: 500 m – Tempo complessivo: ore 5.30-6.30 – Difficoltà tecniche
specifiche: E. Brevi e facili tratti attrezzati lungo la traversata dalla Seduck Alm alla Franz-Senn- Hùtte – Segnaletica:
totale)
Descrizione itinerario odierno:
Poco sotto il rifugio, ad una sella, s’incontra una tabella segnavia con l’indicazione «Seejòchl und Schlicker
Scharte, n. 116». Lasciato a lato il sentiero diretto alla stazione a monte della seggiovia Fulpmes- Kreuzjoch,
l’itinerario volge a sinistra rimontando con alcune serpentine una costa erbosa, oltrepassa la deviazione per la cima
dell’Hoher Burgstall (2611 m) e traversa a mezza costa sino a raggiungere la forcellina di un crinale
prativo. Si risale brevemente a ridosso dello stesso, si contornano alcuni ripidi valloncelli e si entra nella grande
conca della Seealm.
In un ambiente che ricorda quello dolomitico, il sentiero taglia con un ampio giro i ghiaioni ai piedi di ripidi salti di
roccia, sale alla base di un’alta parete, lascia a destra l’itinerario per la Schlicker Alm (1643 m) ed attraversa i
macereti biancastri sotto la Schlicker See Spitze (2804 m). Due piccoli laghi in basso addolciscono 1’anfiteatro
roccioso: in breve e in leggera salita si raggiunge la sella dello Seejochl (2518 m -tabella segnavia) (ore 1-1.15).
Mentre da una parte, scavalcato il valico, si scende verso l’Adolf-Pichler-Hùtte, dall’altra si continua con il
Franz-Senn- Weg: il sentiero traversa in piano il pendio detritico a monte dei laghetti, aggira uno sperone e
s’affaccia, al di là di una costa prativa, al grande anfiteatro sommitale dell’Oberberg Tal. Si procede, dapprima a
mezza costa, lungo uno scosceso pendio e poi su una larga cresta erbosa finché, contornati alcuni dirupi, si arriva
alla forcellina del Senders Jòchl (2477 m). Lasciata, a destra, la via diretta all’Adolf-Pichler-Hritte lungo la Senders
Tal, si piega a sinistra, con il sentiero n. 117, in direzione della Franz-Senn- Hùtte: il percorso perde via via
dislivello, su terreno un po’ esposto, scavalca un crinale roccioso e prosegue sulle ripide pendici prative della
sinistra idrografica della valle.
L’ambiente pastorale, la tranquillità del luogo ed un panorama aperto e grandioso favoriscono un cammino lento e
di contemplazione: il sentiero indugia tra i prati e scende, con moderata pendenza, alla Seduck Alm (2249 m),
accogliente malga che funge da confortevole e provvidenziale posto di ristoro, a circa meta
della traversata (ore 2’30’2’45; ore 3.30-4).
Aggirata una dorsale erbosa, l’ itinerario continua lungo una facile e larga costiera prativa (breve tratto attrezzato
con una fune metallica) ed entra nella scoscesa e ripidissima conca Villergrube. La si attraversa calandosi dapprima
con corte serpentine. superando poi, con modesti saliscendi, l’erto canalone dell’ impluvio e
Risalendo, infine, la sponda opposta. Guadati alcuni ruscelli, il sentiero contorna le facili roccette di uno sperone,
munito di corrimano e di maniglie metalliche, prosegue su ripidi pendii attrezzati nei punti più disagevoli e giunge
poco sopra la piana del rifugio.
In discesa si oltrepassano le due deviazioni per l’Horntaler Joch (2819 m) e per il Rinnennieder (2902 m), si scende,
con corte svolte, a superare su un ponticello di legno l’Alpeiner Bach e si arriva all’ incantevole terrazza prativa della
Franz-Senn- Hutte (2149 m), splendidamente incorniciata tra severe montagne ed incombenti ghiacciai. (ore 2-2.30;
ore 5.30-6.30).
TERZO GIORNO
Franz Senn Hutte (2149 m) – Alperer Turm (m 2986); – Franz Senn Hutte
Dislivello +/- 840 m; Difficoltà: EE impegnativa – ore 6 ca.)
Descrizione itinerario odierno:
Il percorso inizia dietro il Rifugio Franz Senn (m 2147), poi si gira a destra lungo il torrente seguendo le
indicazioni per “Alperer Turm, Alpeiner Ferner”, dopo un po’ si svolta a sinistra lungo il sent. n 131 che si sviluppa,
inizialmente pianeggiante, verso la valle dell’ Alpeiner fino ad un salto di roccia, a circa 20 minuti. Il sentiero
procede, ora a destra per l’ Hollenachen, nei pressi del torrente per circa 1 Km. Si raggiunge una piccola parete
morenica che indica l’estensione dell’AlperernFerner fino agli anni 1850 ca. Poco dopo si attraversa il torrente
glaciale proveniente dal Berglastferner, visibile in alto a destra, e si giunge ad un bivio a q. 2280m. Da qui si
prosegue lungo il sentiero a sinistra. Si sale con ampi tornanti lungo un pendio ghiaioso, accanto alle imponenti
cateratte dell’ Alperer Bach. Più avanti si procede un po’ più a destra, tra rocce levigate, fino a raggiungere un
terreno pianeggiante a quota 2550 ca. Poco prima di una passerella sul torrente glaciale si sale verso destra, lungo
uno stretto sentiero, che attraversa il ripido ghiaione della morena laterale, alto circa 100 m. In cima alla stretta
cresta si raggiunge il vecchio sentiero per il ghiacciaio, sul quale si svolta decisamente a sinistra, per immetterci
nell’ampia conca detritica tra l’ Alpeiner ed il Verborgen- Berg-Ferner, che appare in alto a destra.
Al bivio successivo si gira a destra – segnavia per l’ Alperer Turm – e si prosegue, a tornanti, fino alla morena
laterale del ghiacciaio. A circa 2850 m il sentiero gira a destra ed attraversa i ripidi pendii rocciosi del Vorderer
Wilder Turm. Da una spalla rocciosa (m 2892) si raggiunge un ampio circo con, a sinistra, un piccolo lago ed uno,
più grande, un po’ più in basso, entrambi formati recentemente dallo scioglimento del ghiacciaio Turmferner.
Seguendo, a destra, il sentiero giungiamo ai piedi della “Torre di Apéren”, che si erge a nord sopra il circo.
Procediamo, a tornanti, attraverso ripidi ghiaioni e pendii rocciosi fino all’ampia cresta della montagna, che ci offre
un bel panorama verso il Wilder Hinterbergl e sull’ aspro Berglastferner. Procediamo a destra superando un breve
passaggio, assicurato con cavo di acciaio, per raggiungere infine la Croce di Vetta (m 2986).
La discesa avviene lungo lo stessa via
QUARTO GIORNO
Franz-Senn- Hùtte (2149 m) – Hoertnagl-Weg – Schrimmennieder (27OO m) – Neue Regensburger Hiitte (2287
m)
(Dislivello in salita: 650 m – Dislivello in discesa: 550 m – Tempo complessivo: ore 3.30 – 4.00 – Difficoltà tecniche
specifiche: E. Note : qualora la discesa dallo Schrimmennieder risulti impegnativa per la presenza di uno scivolo di
neve, è possibile evitarne il tratto più ripido scendendo, per facili gradoni rocciosi (muniti di fune metallica), sul
bordo destro del canale di discesa; elementare tratto attrezzato lungo la traversata dalla Neue Regensburger Hùtte
alla Milderaun Alm – Segnaletica: totale)
Descrizione itinerario odierno:
Una tabella segnavia, a lato del rifugio, indica l’inizio della traversata alla Neue Regensburger Hùtte: aggirato un
valloncello erboso, il sentiero supera un corso d’acqua su un ponte di legno e scavalca una larga costa prativa. Con
un percorso in parte lastronato si entra nel grande anfiteatro Kuhgschwez, lo si attraversa inleggera salita e si arriva
nell’ampio vallone morenico Platzengrube. Il segnavia n. 133 guadagna, progressivamente, quota con una serie di
regolari serpentine, costeggia lo zoccolo di un dirupo roccioso e sale nella conca sommitale. Dopo brevi zig-zag sul
bordo sinistro della stessa, il sentiero traversa con moderata pendenza su macereti e sfasciumi, segue una
segnaletica precisa ed accurata, e raggiunge 1o Schrimmennieder
(2706 m), stretto intaglio detritico tra il Bassler Ioch (2830 m) e 1o Schrimmenkopf (2907 m). (ore 2.15-2.30) I1
sentiero Hoertnagl (Dr. F.,Hoertnagl Weg) scende lungo il versante opposto con ripide serpentine che s’abbassano
in uno svasato canalone ghiaioso.
“Attenzione: in caso di forte innevamento o qualora questa discesa risulti pericolosa per la presenza di uno scivolo
di neve ghiacciata, è opportuno spostarsi sul bordo roccioso di destra del canale e scendere per facili gradoni
attrezzati con una fune metallica; in questo modo viene evitato il tratto più ripido dello scivolo, riportandosi poi,
appena possibile, sul sentiero normale.”
Attraversato un pendio di grossi massi, il percorso divalla tra magre zolle erbose, scende sul dorso di un crinale
prativo ed arriva ad un bivio (tabella segnavia): lasciata da una parte la deviazione per Ring (2310 m), Milders
(1026 m) e Neustift (993 m), si prosegue a destra verso il rifugio ormai prossimo. Con un lungo tratto in piano sulle
pendici erbose del Windtratten l’itinerario supera alcuni ruscelli, transita a lato della stazione a monte della teleferica
e raggiunge la Neue Regensburger Hntte (2287 m), all’estremità di una bella conca ricca d’acqua e di prati fioriti.
(ore 1.15-1.30; ore 3.30-4).
QUINTO GIORNO
Neue Regensburger Hiitte (2286 m) – Hochmoos Ferner – Grawapgubennieder (2880 m) – Stuhaier
Heihenweg – Mutterherger See (2479 m) – Dresdner Hiitte (2302 m).
(Dislivello in salita: 850 m – Dislivello in discesa: 850 m c Tempo complessivo: ore 5.30 – 6.45.
Difficoltà tecniche specifiche: Percorso alpinistico d’impegno modesto (F). Breve traversata in salita di un corto
lembo marginale (poco crepacciato) dell’Hochmoos Ferner; numerosi, brevi e facili tratti attrezzati lungo il tragitto
dal Grawagrubennieder alla Dresdner Hùtte.
Segnaletica: totale; pista in genere battuta e frequentata sul breve tratto di ghiacciaio attraversato.)
Descrizione itinerario odierno:
In un sommesso mormorio di sorgenti e di ruscelli che indugiano a larghe spire, i1 sentiero attraversa il pianoro
acquitrinoso che si stende davanti al rifugio: bolli bianco-rossi conducono, di terrazza in terrazza, alzandosi verso la
lingua ghiacciata dell’Hochmoos Ferner. Costeggiata la sponda di un piccolo specchio d’acqua e guadato il suo
immissario, si arriva ad una tabella segnavia che indica la direzione per «Mutterberger See, Dresdner Hùtte».
Mentre a destra una traccia sale in pochi minuti al solitario Falbesoner
See (2577 m), alla base dell’ Òstl-See Spitze (3416 m), il sentiero piega con decisione a sinistra, attraversa la fronte
morenica sotto il ghiacciaio (bolli bianco-rossi e paletti direzionali) e sale per una caotica pietraia puntando alla
forcella ben visibile in alto. Trascurato il sentiero che volge a destra in direzione dell’Hochkoos Ferner, si continua
tra macereti e sfasciumi sino a metter piede sul corto, ma ripido lermbo marginale del ghiacciaio, proprio sotto la
verticale del Grawagrubennieder. Bolli bianco-rossi, pitturati su massi sporgenti,
indicano la via migliorre da seguire: si risaie direttamente lungo un breve pendio di ghiaccio vivo ricoperto di sassi e
detriti (campi nevosi all’ inizio di stagione) e si arriva alla base del salto roccioso che precede la forcella. Con
cortissimi zig-zag una traccia di sentiero supera lo zoccolo sovrastante inerpicandosi tra paretine e facili gradoni,
traversa per esili cenge (esposte ma non difficili, attenzione a non smuovere
sassi) e sale al valico del Grawagrubennieder (2880 m), stretto intaglio roccioso sulla frastagliata cresta che separa
la Falbeson Tal dalla Mutterberg Tal, (ore 1.45-2.15). Lasciato a destra il percorso alpinistico che si dirige al
Grawawand Férner per poi salire alla cima della Ruderhof Spitze (3473 m), si prosegue in direzione
della Dresdner Hùtte (tabella segnavia), indicata a tre-quattro ore di cammino.
Il sentiero piega a sinistra, si mantiene per un breve tratto a ridosso della cresta e si abbassa lungo le balze
moreniche sottostanti (paletti direzionali).
Con uno splendido colpo d’occhio sul Feuerstein (3268 m) (Montarso) e sullo Zuckerhùtl (3505 m) (Pan di
Zucchero), l’Alta Via delle Stubai (Stubaier HÒhenweg) traversa, in leggera discesa, una desolata conca detritica,
continua a mezza costa sotto alti dirupi rocciosi e scende in diagonale (un breve tratto attrezzato con una fune
metallica) sino a raggiungere il lato opposto dell’anfiteatro. Ripresa leggermente quota, si arriva ai piedi di uno
sperone: facili roccette (corrimano metallico) conducono ad un’evidente sella rocciosa (grande ometto di pietre) che
si affaccia ad un secondo anfiteatro. Il sentiero lascia a lato il modesto rialzo dello Schafspitz (2760 m)
abbassandosi lungo il versante opposto prima per una cengia naturale e poi con una scalinata, attraversa la conca
e sale sulla cresta di un altro crinale (grosso ometto). Entrati, con alcune serpentine, in un terzo ampio anfiteatro, si
supera in discesa un largo macereto, si prosegue lungo i valloncelli
erbosi dell’Hohe Grube e si raggiunge un ripiano prativo con un bel laghetto, numerosi ruscelli ed un’infinita poesia.
Con alcuni saliscendi, in ambiente di straordinaria suggestione, il sentiero continua sino ad incontrare la deviazione
per il vicino Mutterberget See (2479 m): la bellezza del luogo, l’incantevole lago nelle cui calme acque si
specchiano i ghiacciai più alti delle Stubai e la modesta fatica richiesta, rendono questa breve deviazione
assolutamente meritevole. Abbandonato temporaneamente il percorso principale, si sale a destra per balze erbose
e, in breve, superati pochi valloncelli, si arriva sulla sponda del lago (ore 2.15-2.45; ore 4-5)
Costeggiatane, per un tratto, la riva sinistra, si fa ritorno all’Alta Via con una corta discesa su un aperto pendio
prativo. Poco oltre, affacciatosi alla testata della Mutterberg Tal, l’itinerario passa in prossimità
del rilievo Zuntetkopf (2414 m), traversa a mezza costa il fianco erboso dell’anfiteatro sommitale e scende
all’impluvio. Incrociata una sterrata, si supera un torrente su un ponticello di legno e si lascia, a sinistra, la discesa
verso la Mutterberg Alm (1720 m – tabella segnavia).
Un sentiero ben segnato con bolli bianco-rossi continua in leggera salita tra magre zolle erbose e lungo una pista
da sci, supera un facile salto di roccia (corrimano metallico), segue per un tratto una stradicciola sterrata e
raggiunge un pianoro prativo. Qui si abbandona questa carrareccia diretta al Restaurant Gamsgarten (2600 m) e si
piega a sinistra (attenzione a non oltrepassare il bivio): attraversata
una pietraia, si risale uno scosceso tratto attrezzato con una fune metallica, si scavalca una forcella rocciosa e si
scende alla conca della Dresdner Hùtte (2302 m), deturpata da molteplici impianti e sbancamenti che ne hanno
completamente rovinato e stravolto l’originaria bellezza e grandiosità. (ore 1.30-1.45; ore 5.30-6.45)
SESTO GIORNO
Dresdner Hùtte (2302 m) – Stubaier Hcihenweg – Peil Joch (2676 m) – Sulzenau Hiitte (2l9l m) – Niederl (2680
m) -Nurnberger Huttee (2280).
(Dislivello in salita: 900 m – Dislivello in discesa: 750 m – Tempo complessivo: ore 4.30-5.30 – Difficoltà tecniche
specifiche: EE. Brevi e facili tratti attrezzati lungo la salita al Peil Joch e nello scavalcamento del Niederl –
Segnaletica: totale).
Descrizione itinerario odierno:
Seguendo l’indicazione «Sulzenau Hùtte», una larga traccia scende brevemente alla stazione intermedia della
cabinovia dei ghiacciai. Con melanconica rabbia per ciò che era e non è più si abbandona la conca della Dresdner, i
attraversa il Fernau Bach su un ponticello di legno e si inizia a salire lungo una ripida pietraia (segnavia n. 102). Un
sentiero ben evidente guadagna quota sul pendio morenico sovrastante, oltrepassa la deviazione per la cima
Grosier Trogler (2902 m) e continua a destra con alcune ripide svolte, alzandosi sino a raggiungere un crinale
roccioso. Bolli bianco-rossi salgono a ridosso dello stesso, proseguendo sul filo di una
facile cresta (brevi tratti attrezzati con fune metallica) e conducono ai macereti sommitali. In parte lastronato, con un
panorama che si allarga progressivamente sui ghiacciai e sulle cime delle Stubaier
Alpen, il sentiero raggiunge i numerosi e suggestivi ometti che adornano lo stretto intaglio roccioso del Peil Joch
(2676 m) (ore 1-1.15). Spettacolare e rvvicinata la veduta sul Sulzenau Ferner e sul bacino glaciale del Ferner
Stube.
Si scende lungo il versante opposto con una serie di corte serpentine, salendo poi sul dorso di un’affilata e
caratteristica cordonatura morenica che precipita verso la lingua del ghiacciaio sottostante. Dopo un breve tratto in
salita l’ itinerario taglia, a mezza costa. le pendici del Pfaffenlehner, supera una placca attrezzata
con una passerella di legno (corrimano metallico) e cala ad un ampio pianoro prativo impreziosito da numerosi rivoli
d’acqua.
Lasciata in alto e a sinistra una parete adibita a palestra di roccia, si oltrepassa una nuova deviazione per il Grosser
Tròggler (2902 m), di vallando, successivamente, con un facile sentiero che arriva in pochi minuti alla Sulzenau
Hùtte (2l9l m) accogliente e confortevole alberghetto d’alta montagna. (ore 1-1.15; ore 2-2.30)
La traversata alla Nùrnberger Hùtte ha inizio subito a lato del rifugio: superato il vicino torrente, si aggirano le balze
erbose dell’Ùberg Schritt, scendendo poi nel grande anfiteatro morenico alla base del Wilder-Freiger-Ferner.
Il percorso risale la sponda opposta della conca, prosegue verso Sud Est, tra roccioni arrotondati e valloncelli, e
raggiunge una terrazza prativa sopra il Grùnau See (2330 m), splendido lago alpino di color verde smeraldo.
Qui, ad un bivio, si lascia a destra l’indicazione «Wilder Freiger, ùber See
Scharte (2762 m)» e si continua con il segnavia n. 102 che traversa in salita l’aperto pendio della Grùnau.
Più a monte, superata la deviazione per la Mair Spitze (278I m), il sentiero volge a destra e s’inerpica tra i verdi
ripiani dello Schafgrùb1. In uno scenario d’incredibile fascino, reso ancor più suggestivo dalla grandiosa
colata di neve e ghiaccio che scende dalla Wilder Freiger (3418 m – Cima Libera), il percorso indugia sulle rive di
una serie di minuscoli laghetti, alzandosi poi fin sotto la perpendicolare del valico (ben riconoscibile da un’alta
croce), Per macereti si sale alla base delle rocce da dove, con una breve arrampicata su facili gradoni
attrezzati con funi metalliche, si perviene allo stretto intaglio roccioso del Niederl (2680 m).
Scavalcata la forcella, il sentiero percorre una corta cengia munita anch’essa di corda fissa, calando quindi
ripidamente verso valle. Con una segnaletica accurata e ben disposta si perde via via quota lungo una ripida
scarpata rocciosa: il tracciato scende con irregolari zig-zag tra facili roccette, continua su terreno più
aperto e raggiunge la Nùrnberger Hùtte (2280 m), in superba e solitaria posizione alla testata della Langen Tal. (ore
2.30-3; ore 4.30-5.30).
SETTIMO GIORNO
Nürnberger Hütte ( 2280 m) – Park Ranalt (1370 m)
(Dislivello in salita: 50 m; Dislivello in discesa: 950 m – Tempo: ore 3 ca. – Difficoltà: E)
Descrizione itinerario odierno:
Dal Nurnberger Hutte (2297 m) prendiamo, verso Nord, il sentiero n 134 che procede, in discesa, verso la
Langental, perdendo circa 250 m di dislivello. Dopo un breve falsopiano troveremo un secondo tratto in sensibile
discesa (circa altri 340 m di dislivello), che ci porta a raggiungere il fondo della valle e, successivamente, la
Bsuchalm (1580 m). Dalla malga, seguendo una comoda strada forestale, arriviamo, in breve, al parcheggio di
Ranalt (1370 m