Il pullman ci lascerà poco sopra l’abitato di Pralongo. Dopo aver attraversato il ponte sulla Malìsia, oltre la chiesetta di Sant’Andrea, troveremo un ampio parcheggio.
Da qui, tutti assieme, si risale la Val dei Zoc, sulla destra orografica della Malisia, lungo la strada asfaltata che prosegue direttamente dal parcheggio e sale alla Casèra del Pian (1162 m). Lasciata sulla sinistra la casèra, si prosegue sulla strada (che termina poco sopra, alle sorgenti della Malisia) trascurando una deviazione a sinistra (che sale alla Baita Angelini) e si prosegue, in zona più aperta, (alle spalle si vedono la dorsale Punta-Col Dur-Rite, il Pelmo e l’Antelao) raggiungendo così la conca del Vach, con il laghetto popolato in primavera ed anche in autunno, da migliaia di girini (1361 m).
Un breve sentiero ci porta ai piedi della cascata, mentre un tracciato, piuttosto impegnativo e sconsigliabile, consentirebbe di raggiungere la bocca da cui sgorga l’acqua, un centinaio di metri più in alto.
Dopo una meritata sosta al laghetto, ove troveremo anche alcuni tavoli con panche, inizieremo il ritorno seguendo il sentiero che parte dall’estremità occidentale del laghetto e che scende, dapprima, nel fitto bosco di abeti e larici, poi per aperti pascoli. Passa, quindi, poco a monte della casèra di Colcervèr e, lungo un’ultimo, suggestivo, tratto fiancheggiato da filari di spettacolari e particolari faggi, raggiunge l’abitato di Colcervèr (1221 m), ricco di bei tabià e con un’antica chiesetta dei primi del ’700, dedicata ai Santi Ermagora e Fortunato, dal cui ciglio si domina un paesaggio di rara bellezza. Caratteristico il borgo (attualmente abitato stabilmente da … forse… due persone), le cui vecchie case sono state abbellite da bei murales e da enormi e caratteristiche fotografie dei suoi vecchi abitanti. Tra i vicoli, a ridosso delle case potremo ammirare anche diverse opere scultoree in legno, ferro ed altro, il tutto per rendere oltremodo gratificante una “ampia sosta” a Colcervèr. Dopo di che torneremo a monte del borgo per prendere, inizialmente, la bella strada, stretta ed asfaltata, che ci riporterebbe a Pralongo. Fatti poco più di 200 metri prenderemo, alla nostra sinistra, un sentiero che ci porterà, direttamente, all’abitato di Dont (931 m). Raggiungeremo il borgo dopo aver, alla fine della discesa, attraversato, su un ampio ponte, il torrente Maè.
Qui ritroveremo il nostro pullman e, cosa non da poco, una vecchia, ma speciale e raffinata gelateria.