
Il pullman ci lascerà alla fine della Val Canali, in località Cant del Gal (m 1180) da dove partiremo tutti assieme, inizialmente su strada asfaltata, purtroppo aperta al traffico, seguendo il segnavia n. 707. Procediamo per un po’ per questa via, alle volte in sensibile salita, che dopo un paio di km diventa una forestale sterrata e modera, sensibilmente, la sua pendenza. Per ingannare l’iniziale fatica potremo ammirare, di fronte a noi, alcune cime del Gruppo delle Pale di S.Martino tra le quali, a sinistra, la Cima Sedole e la Cima Lastei, mentre, verso destra, la Cima d’Oltro e l’imponente Sass d’ Ortiga. Proseguiamo, sempre in moderata pendenza, fino ad arrivare nei pressi di un ponticello, posto alla nostra destra, che ignoriamo. Saranno gli amici del Gruppo a) che lo percorreranno, alla fine della loro discesa dal “Troi dei Todeschi”. Proseguiamo tranquilli, incrociando poco dopo, alla nostra sinistra, un secondo sentiero che scende dal bivacco Minazio. Seguiamo sempre il segnavia 707 finché, attraversato l’ampio letto del torrente Canali, sul limitare del bosco, troviamo le tabelle che indicano la via per il Rifugio Treviso.
Da qui il sentiero si fa più esile ed in costante pendenza e chiede la nostra attenzione, specie in caso di pioggia, causa le numerose radici sporgenti. Una continua serie di tornantini ci immette in un fitto bosco di larici, oltre il quale vedremo affacciarsi la nostra meta: il rifugio Treviso (m 1631), edificato su uno sperone roccioso proteso verso la Val Canali, con una splendida terrazza da cui ammirare, oltre le cime prima citate, le pareti meridionali del Gruppo delle Pale e, sopra il rifugio, la Pala del Rifugio e la Croda Granda. Ammirato per bene il panorama e rifocillati a dovere prendiamo la Via del ritorno dividendoci in due Gruppi:
il Gruppo b) ripercorrerà, con calma, a ritroso, il percorso fatto all’andata, magari concedendosi una piccola e poco faticosa variante atta a raggiungere la Malga Canali, prima citata e, da questa, rientrare nuovamente al Cant del Gal;
il Gruppo a) prenderà, subito dietro al rifugio, il sentiero con segnavia n. 718, incontrando, dopo poco, le indicazioni per la ferrata del Canalone (che non faremo!). Stiamo percorrendo parte dell’Alta Via n. 2, che si inoltra in un bel bosco ai piedi della Pala della Madonna. Dopo circa mezz’ora che avremo lasciato il rifugio raggiungeremo l’ampio pianoro erboso di Campigol d’Oltro (m 1700). Poco dopo, ad un bivio, scenderemo decisamente verso destra, in sensibile pendenza, lungo il cosiddetto “Troi de i Todeschi”. Il sentiero, un po’ impegnativo per la sua costante pendenza, ci farà perdere sensibilmente quota fino raggiungere un’ampia strada forestale sterrata, che ci porterà al ponticello prima descritto e, da questo, in breve, per la stessa via dell’andata, alla località Cant del Gal per il ricongiungimento con il Gruppo b).
Alcune note sul Rifugio Treviso:
Il rifugio Treviso, situato in una pittoresca posizione circondato da grandi larici e abeti sul versante orientale della Val Canali, venne costruito dalla Sezione di Dresda del DÖAV nel 1897, chiamandolo Rifugio Canali. Per sottolineare l’avvenimento, in occasione dell’inaugurazione il 26 agosto del 1897, la famosa cordata A.G.S. Raynor e J.S. Phillimore con le guide M.Bettega e G.Zecchini scalarono un grosso ed ardito torrione sulla cresta SO della Pala della Madonna chiamandolo Torre Dresda. Alla fine della Prima guerra mondiale il rifugio venne consegnato alla SAT quale bottino di guerra, ma qualche anno dopo venne ceduto, definitivamente, alla Sezione CAI di Treviso, che gli cambiò il nome con l’attuale: Rifugio Treviso in Val Canali. Il rifugio è ideale base per tutte le ascensioni della Val Canali ben collocato rispetto alle cime di maggior rilievo alpinistico e dispone di 35 posti letto più 4 nel locale invernale, che è sempre aperto. E’ aperto, ufficialmente, dal 20 giugno al 30 settembre e nei week-end a partire dal I° maggio; è gestito con grande cura e professionalità dalla guida Tullio Simoni, dalla moglie Mara Iagher e dal figlio Igor.
La sua posizione, a quota medio-bassa e le numerose possibilità che offre per comode camminate e facili ascensioni in un ambiente distensivo, ne fanno un punto d’appoggio affollato nei periodi di punta, ideale nel periodo primaverile ed a fine stagione, per una vacanza nella natura.
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