
L’escursione inizia da Campon (m 1000), frazione alla fine della Piana del Cansiglio provenendo da Vittorio Veneto.
Qui ci lascerà il pullman e noi prenderemo una pianeggiante strada asfaltata, ma priva di transito automobilistico, la
Strada del Taffarel (segnavia E-F), che ci porterà, inizialmente, in località Palughetto, noto sito archeologico.
Proseguendo sempre su asfalto, stavolta in leggera salita, raggiungeremo il segnavia n. 922, che ci farà inoltrare in un
bel bosco di abeti. Inizialmente procederemo quasi in piano, poi via via in salita, mai troppo ripida; dopo di che il
sentiero si restringerà un po’, ma sempre su traccia ben segnalata. Raggiunta quota 1209 si entrerà nella zona di Val
Faldina, dove la strada lascia spazio al sentiero E, segnalato da tabelle escursionistiche. Qui il percorso si fa più
naturale e piacevole, inoltrandosi tra bosco e aperture panoramiche. Usciti dal bosco saremo già in vista di Malga
Mezzomiglio, che raggiungeremo per una breve sosta. Tornati sui nostri passi prenderemo, in discesa, un evidente
sentiero di soffice erba che ci offrirà panorami sempre più ampi: alla nostra destra il Col Visentin, alle nostre spalle i
monti dell’Alpago e le Dolomiti.
Seguendo il tracciato si guadagnerà progressivamente quota fino a raggiungere il Monte Costa (m 1375), primo vero
punto panoramico dell’escursione. Nelle giornate limpide lo sguardo si apre verso alcune cime delle Dolomiti, mentre
alle spalle si percepisce la vasta conca del Cansiglio.
Dalla cima si proseguirà lungo una dolce cresta erbosa, in ambiente aperto e luminoso, che conduce alla Casera
Prese , tipico esempio di costruzione legata alla monticazione e alla tradizione pastorale locale. Le casere, diffuse in
tutto il Cansiglio, testimoniano ancora oggi l’antico utilizzo dei pascoli d’alta quota.
Da qui si inizieremo la discesa verso la Piana imboccando il sentiero R1, che rientra progressivamente nel bosco. Il
tracciato è ben evidente e ci porterà, con andamento regolare, a ricongiungersi nuovamente con la Strada del Taffarel.
Seguendo quest’ultima si raggiungerà un importante incrocio segnalato da tabelle, presso il quale si prenderà il
sentiero con segnavia S. Questo tratto caratterizzerà l’ultima parte dell’escursione: una discesa che alterna bosco e
radure fino a raggiungere il caratteristico villaggio cimbro di Vallorch (m 1118).“Il villaggio rappresenta una
testimonianza culturale significativa della presenza dei
Cimbri, popolazione di origine germanica insediata in
queste zone, che ha conservato nel tempo lingua e
tradizioni proprie.”
Da Vallorch si raggiungerà, in breve, il parcheggio lungo la
SP 422 (m 1020), punto finale dell’escursione.
Qualche nota e considerazione:
Durante il percorso è possibile incontrare cippi confinari e
segni della gestione forestale storica: si tratta di
testimonianze dell’epoca in cui il Cansiglio era noto come
“Bosco dei Dogi”. Qui la S erenissima esercitava un
controllo rigoroso, regolando tagli e utilizzo del legname
destinato soprattutto alla costruzione delle galere
veneziane.
L’intero itinerario si svolge in un ambiente di grande valore
naturalistico, dove il bosco di faggio si alterna a pascoli e
creste panoramiche, offrendo una continua varietà di
paesaggi.
Escursione completa e appagante, adatta a escursionisti
con un minimo di allenamento, che unisce aspetti
naturalistici, panoramici e storici. Il percorso non presenta
particolari difficoltà tecniche, ma richiede buona abitudine
al cammino per la durata complessiva.