Tramonti di Sopra – Le Pozze smeraldine del Meduna

Data
19 Aprile 2026
Ritrovo
7,00
Difficoltà
E - Escursionisti
Coordinatori
Possamai L. – Agnolazza D.
pozze smeraldine14

In breve

Tramonti di Sopra (m 420) – sent. 386 – Pradiel – Ponte Rusunet (m 410) – Borgo abbandonato di Frassaneit (m 525) – ritorno per stessa via o con variante per Cualtranon (m 580) – Tramonti di Sopra. (ore 5 ca. – disl. +/- 300 m – E)

Escursione in pullman, si prega di dare l’adesione entro il 12 aprile.
Per informazioni o iscrizioni: Paolo Rossi, tel. 3334176908

Profilo Altimetrico

Programma


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Le Pozze Smeraldine
“Sono Piscine naturali immerse nei boschi, acqua limpida e cristallina che scorre fra panorami mozzafiato; così si possono
descrivere le wild swimming destination . Luoghi nei quali il mito del wilderness e la purezza dell’acqua si fondono in un magico
connubio.”
L’acqua è la più grande risorsa della Val Tramontina, è l’elemento che l’ha plasmata nei millenni e che, ancor oggi, la caratterizza
formando cascate, laghi, torrenti e soprattutto loro: le Pozze Smeraldine .
Divenute famose nel 2014 , dopo che l’autorevole tabloid inglese The Guardian , le posizionò al quarto posto nella lista delle
dieci wild swimming locations in Italia, le Pozze Smeraldine sono un autentico gioiello della Val Tramontina. La loro
caratteristica principale è il colore dell’acqua, che brilla di uno straordinario verde smeraldo.
Ce ne sono numerose all’interno della vallata, alcune molto frequentate, altre ancora pressoché sconosciute. Le più conosciute
sono quelle che si raggiungono percorrendo il sentiero che, costeggiando il fiume Meduna, porta da Tramonti di Sopra a
Frassaneit e poi al lago del Ciul. Queste non sono però le uniche pozze smeraldine, anzi. Le altre compaiono come gioielli nascosti
fra i boschi lambiti dalle acque degli altri torrenti della Valle. Alcune lungo il corso del Silisia, del Viella, del Chiarzò; oppure in altri
punti del Meduna, a pochi passi dalle due aree pic nic di Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto.
Dettagli dell’itinerario:
Da Tramonti di Sopra, in Val Tramontina, nei pressi della chiesa dedicata alla Madonna della Salute, si seguono le
indicazioni per le Pozze, risalendo lungo Via Pradiel. Al termine della strada asfaltata (piccolo parcheggio) si
prosegue sulla pista forestale, con divieto al transito, che si addentra nella valle portando alla zona delle Pozze.
Dopo aver superato il borgo Pradiél con una breve discesa, si raggiunge il ponte dove si trova l’indicazione per
raggiungere il sottostante e poco distante Mulino Pradiél. Ritornati al ponte, si imbocca nuovamente la strada
principale verso sinistra, che lascia poi posto ad una pista forestale che si inoltra nel Canale di Meduna fino ad
interrompersi, in corrispondenza di un piazzale. Da qui è possibile proseguire seguendo il greto del torrente per una
cinquantina di metri, pervenendo così alle prime Pozze Smeraldine , generate da sbarramenti naturali di accumuli di
ghiaia che vengono trasportati e depositati dalla forza delle acque in occasione delle piene stagionali.
Si cammina sulla strada che, gradualmente, si avvicina alle Pozze smeraldine , ascoltando lo scroscio delle acque
del Meduna qualche metro più sotto. La Val Tramontina appare ancora selvaggia , un posto dove cercare
un contatto puro con la natura , sebbene la sua bellezza e la notorietà ne facciano una destinazione piuttosto
frequentata. Superata la sorgente Sgurlina e poi ilponte Rusubet , a fianco di una cascata spumeggiante, la
strada lascia il posto al sentiero. Il percorso è semplice e piacevole, si arrampica di qualche metro e scende
dolcemente a più riprese, invita a restare concentrati. Sulla sinistra appaiono le prime conche, che al mattino
splendono con riflessi verdi e luccicanti. Si cammina ancora un po’, fino ad un bivio : a sinistra il Sentiero del
Pescatore scende verso la riva; a destra invece si sale sul percorso panoramico in direzione di Borgo
Frassaneit. Prendiamo il sentiero panoramico che ci farà vedere dall’alto le Pozze e per immergerci “nelle terre
selvagge” della Val Tramontina. Andando avanti anche il silenzio si fa più avvolgente e si può camminare
ascoltando le acque correre e saltare. Superate altre pozze, i cui colori richiamano costantemente la nostra
attenzione e ci invogliano a fermarci per ammirarle ancora, ci si addentra nel bosco. In circa 45 minuti si arriva fino
a Borgo Frassaneit di sotto , dove c’è un piccolo bivacco ricavato dalla vecchia scuola del paese. Il paesino fu
abbandonato dopo il secondo dopoguerra. Poco più avanti, al bivio si tiene la sinistra sul sentiero 386 in direzione
dell’Aquila del Frascola , sulla cresta dell’omonimo monte, e si prosegue fino a Borgo Frassaneit di sopra . La
natura si è ormai quasi riappropriata dei due gruppi di case di Frassaneit dove, fino agli anni Cinquanta, ci vivevano
poco più di una decina di famiglie. Qui nacque la famosa pitina , una polpetta tipica della Val Tramontina e delle
Prealpi carniche, fatta originariamente con carne ovina o di selvaggina.
“Note su Frassaneit: nel suo momento di massimo splendore, il borgo di Frassaneit, aveva circa 60 abitanti. Erano i primi anni
del Novecento, e la vita, in questo angolo nascosto di “piccolo mondo antico” lungo il Canal del Meduna, vicino a Tramonti di Sopra
in provincia di Pordenone, si svolgeva in modo lento, autentico.
Ogni domenica, tutti gli abitanti scendevano a valle per assistere alla Santa Messa e fare scorte alimentari, talvolta usando ancora
una forma di baratto: un chilo di sale o zucchero in cambio di un chilo di burro o formaggio, e così via. Gli uomini poi si recavano
all’osteria, perché su, in paese, di locali di ritrovo non ce n’erano. E non c’era nemmeno la grappa. A Frassaneit, al massimo si
beveva il “sir”, il siero di latte, e la grappa era usata come “medicina”. Negli anni ’50, durante le feste, si ballava in piazza
accompagnati dal grammofono o dalla fisarmonica, e quei venti bambini e ragazzi ancora presenti andavano a scuola a classi
unificate. Da qualche tempo il borgo è diventato un “paese fantasma”, e visitarlo regala la sensazione unica di poter immaginare
suoni, canti, usi che hanno segnato un’epoca, così come il rumore dei passi dei soldati della 69ª compagnia del Gemona, in ritirata
dopo la disfatta di Caporetto, transitati qui nel novembre del 1917.”
Dopo una meritata sosta al villaggio abbandonato riprendiamo con calma, a ritroso, il sentiero percorso all’andata per
riportarci a Tramonti di Sopra ed al nostro pullman.

Ricordati di prenotare per la gita del 3 maggio all’ Altopiano del Cansiglio

Cosa vedremo

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